Egadi, Ciminnisi (M5S): "Contrada Stornello salva grazie ai cittadini, ma ora bisogna fermare l’assalto alle coste"

La deputata regionale lancia l’allarme su 300 nuove richieste di concessione

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
02 Aprile 2026 10:05
Egadi, Ciminnisi (M5S):

«Non mi posso ritenere soddisfatta». Così la deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, è intervenuta ieri in Aula dopo la risposta dell’assessore regionale all’Ambiente sull’interrogazione relativa al tentativo di lottizzazione di contrada Stornello, a Favignana.

«Questa interrogazione – ha detto Ciminnisi nella sua replica in aula – è dell’ottobre 2024 e oggi, primo aprile 2026, discutiamo di un procedimento che in realtà si è concluso positivamente già nell’aprile 2025. Se oggi lo Stornello, una delle zone più incontaminate di Favignana, è salvo, lo si deve soprattutto ai cittadini che si sono mobilitati per difendere quell’area da un progetto edilizio turistico che sarebbe stato molto impattante».

La deputata ha però lanciato un nuovo allarme sulla pressione antropica nelle isole Egadi e lungo le coste siciliane: «Archiviato il pericolo per lo Stornello, oggi nelle Egadi c’è una nuova emergenza speculativa: sono oltre 300 le richieste di concessioni demaniali e di autorizzazioni per opere in prossimità del demanio marittimo. Il rischio concreto – ha avvertito la deputata – è che molte di queste pratiche vengano approvate con il meccanismo del silenzio assenso, a causa dei ritardi degli uffici».

«Ho chiesto all’assessorato di vigilare subito, non tra due anni – ha affermato Ciminnisi annunciando una nuova interrogazione –. Se il silenzio assenso diventa un liberi tutti, rischiamo un’aggressione senza precedenti a territori sensibili e tutelati. Parliamo di un’area marina protetta tra le più grandi d’Europa, ma quello che sta accadendo nelle Egadi riguarda tutte le coste siciliane».

Infine, Ciminnisi ribadisce la necessità di misure urgenti: «Nell’attesa che i PUDM vengano approvati, si valuti una moratoria sulle concessioni. Senza regole chiare e senza controlli tempestivi, il nostro patrimonio naturalistico rischia di essere gravemente e irrimediabilmente compromesso».

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