La Capitaneria di porto di Trapani ha reso noto oggi il risultato di un intervento effettuato nel tardo pomeriggio di venerdì scorso nel tratto di mare antistante l’imboccatura del porto di Trapani.
Il personale di una motovedetta, sotto il coordinamento della sala operativa, ha intercettato un trapanese su un’unità da diporto con a bordo 500 ricci di mare pescati in apnea; “una quantità 10 volte superiore a quanto consentito della norma che disciplina la pesca del riccio di mare” viene precisato, spiegando che “la pesca sportiva del riccio di mare può essere praticata soltanto in apnea manualmente ed è assolutamente vietato il prelievo giornaliero di più di 50 esemplari di ricci per pescatore sportivo; la norma prevede, anche, il divieto assoluto di pesca del prelibato riccio di mare durante i mesi di maggio e giugno per dare la possibilità alla specie di potersi riprodurre sotto costa”.
I militari della Guardia Costiera hanno quindi proceduto al sequestro dei 500 esemplari che, “dopo le misurazioni da parte dei militari, sono risultati in buona parte di dimensioni inferiori alla taglia minima consentita per legge pari a sette centimetri di diametro”.
I ricci risultati ancora vivi, nel rispetto della normativa vigente e dell’ecosistema marino, sono stati rigettati in mare dai militari, mentre il diportista ha ricevuto una sanzione amministrativa pecuniaria di duemila euro.
“La pesca dei ricci di mare – ricorda la Capitaneria di porto – è regolata, oggi, dal Decreto Ministeriale del 12/01/1995 con la finalità di tutelare un organismo che risulta essere attualmente sottoposto a un prelievo indiscriminato; il riccio di mare rappresenta un organismo fondamentale per l’ecosistema marino per la sua capacità di pulire i fondali marini ed è per questo essenziale che siano rispettate da parte di tutti i pescatori sia sportivi sia professionali le norme che disciplinano la sua cattura”.