Se nelle inchieste sulla criminalità organizzata il mantra degli investigatori è "segui la traccia dei soldi", nella indagine giornalistico-giudiziaria di Paolo Biondani il motivo di indagine ha privilegiato l'indicazione "segui la traccia dei depositi di armi". Il giornalista investigativo Paolo Biondani si riferisce ai depositi di armi nascosti, i Nasco, di Gladio e dello Stay Behind, che ruolo centrale hanno avuto nella stagione dello stragismo nero italiano, da Piazza Fontana, all’Italicus, da Peteano a Piazza della Loggia a Brescia, al terrorismo mafioso degli anni ‘90.
Questi i temi articolati e complessi discussi nei due incontri, “Diritto alla Verità, Dovere di Conoscere”, che hanno visto a Trapani la presenza del giornalista de L’Espresso protagonista di intensi momenti di confronto con studenti, docenti e cittadini sui temi della memoria storica, del terrorismo e della criminalità organizzata. L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Trapani-Erice in collaborazione con l’I.I.S.S. “Rosina Salvo” e con il patrocinio del Comune di Erice, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento civile e culturale, con l’obiettivo di comprendere le radici della violenza politica e mafiosa che ha segnato la storia italiana e di riflettere sui rischi contemporanei.
Biondani ha dialogato con il pubblico affrontando alcune domande centrali: come nasce il terrorismo, perché molte stragi non hanno avuto per anni una verità completa, cosa si intende per terrorismo mafioso e cosa resta oggi, nella memoria delle nuove generazioni, degli anni di piombo e delle stragi che hanno segnato il Paese tra il 1969 e il 1993. Il confronto ha posto in evidenza il ruolo fondamentale del giornalismo d’inchiesta nella ricostruzione dei fatti e nella formazione di una coscienza civile consapevole.
Particolare attenzione è stata dedicata al libro “La ragazza di Gladio”, in cui Biondani ricostruisce, con il il ritmo del racconto, la storia delle stragi che hanno insanguinato l’Italia dal 1969 al 1980 e della strategia di terrorismo mafioso che ha colpito il Paese tra il 1984 e il 1993. Il libro ripercorre, sulla base di fatti accertati, lo stragismo del terrorismo nero, la strategia della tensione, gli ambigui rapporti tra servizi segreti deviati e terroristi dichiaratamente fascisti, i depistaggi di apparati dello Stato, inserendo protagonisti e trame in un quadro storico e giudiziario unitario.
Elemento fondamentale emerso è che tutte le informazioni contenute nel libro, e le ricostruzioni presentate da Biondani, sono tratte esclusivamente da atti giudiziari, documenti processuali e sentenze passate in giudicato. Non si tratta quindi di ipotesi o ricostruzioni speculative, ma di fatti accertati in sede giudiziaria, che costituiscono una verità storica e giudiziaria, alla quale tutti hanno diritto di accedere, soprattutto le nuove generazioni.
Gli incontri hanno confermato quanto sia importante continuare a parlare di questi temi, non solo per ricordare, ma per capire. Conoscere la storia delle stragi, del terrorismo nero, dei depistaggi e delle connessioni con la criminalità mafiosa significa comprendere meglio la storia della Repubblica e rafforzare la coscienza democratica. È stato questo il senso dell’iniziativa: ribadire che il diritto alla verità e il dovere di conoscere sono alla base di una cittadinanza consapevole e di una democrazia più forte.
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