Si è conclusa con un nulla di fatto, la procedura per l’affidamento dell’impianto sportivo comunale “Giovanni Mancuso” di Paceco.
“Alla manifestazione di interesse ha partecipato un solo soggetto, che non ha dimostrato di possedere la solidità economica necessaria per realizzare gli interventi minimi imposti dall'Amministrazione nei primi 12 mesi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: procedura fallita”.
Lo evidenziano cinque consiglieri comunali di minoranza, esaminando e denunciando le possibili ragioni di questo “flop”. In un documento diffuso dal consigliere Michele Ingardia, viene rilevato che “il bando, pur richiamando l’art. 5 del Decreto Legislativo 38/2021, che consente l’affidamento diretto della gestione alle associazioni sportive che propongono interventi di riqualificazione di pubblico interesse, imponeva una serie di interventi strutturali e impiantistici (di fatto lavori pubblici) con tempistiche e oneri economici incompatibili con la realtà delle associazioni sportive dilettantistiche. In altre parole: una procedura formalmente aperta ma, nei fatti, inaccessibile”.
“Pretendere investimenti rilevanti in tempi strettissimi – scrive l’opposizione consiliare – ha creato una barriera economica che ha escluso quasi tutte le realtà associative del territorio. Il fatto che abbia partecipato un solo soggetto – poi risultato non idoneo – dimostra quanto fosse sbagliata l’impostazione della procedura”.
“Dietro questo fallimento – continua il documento – c’è una precisa responsabilità politica. Di fronte all’incapacità dell’Amministrazione targata M5S - PD di programmare e realizzare gli interventi necessari sull’impianto, si è tentato di scaricare sulle associazioni sportive il peso di opere che appartengono chiaramente alla sfera dei lavori pubblici, cercando di far realizzare ai privati ciò che avrebbe dovuto essere gestito secondo le regole previste dal Decreto Legislativo 36/2023.
Una scelta che appare come un evidente tentativo di aggirare, nei fatti, la disciplina sugli appalti pubblici e di trasferire sulle associazioni sportive responsabilità e costi che spettano all’amministrazione”.
“Ancora più grave è il comportamento dell’Assessore allo Sport, Marilena Barbara (PD), che ha avallato questa impostazione dei suoi colleghi di giunta senza senza – si legge nel documento – attivarsi a tutela delle associazioni sportive del territorio, accettando passivamente un bando che imponeva condizioni economicamente insostenibili. Chi ha responsabilità di governo dovrebbe difendere lo sport e le associazioni, non metterle di fronte a richieste impossibili. Il risultato di questa gestione è evidente: un bando fallito, tempo perso e nessuna soluzione per l’impianto sportivo”.
“Per queste ragioni è stata presentata dai consiglieri di minoranza, Ingardia, Catalano, Cognata, Valenti e Culcasi, una segnalazione formale al Sindaco e al Segretario comunale per chiedere una verifica di legittimità della procedura e per accertare le responsabilità amministrative e politiche di quanto accaduto. Ad oggi ancora nessuna risposta!”.
“Lo sport cittadino merita serietà, programmazione e rispetto. – concludono gli stessi consiglieri di minoranza – Non improvvisazione e tentativi maldestri di scaricare sulle associazioni problemi che l’Amministrazione non è stata capace di affrontare”.