Lesione del legamento crociato anteriore nello sportivo, parla il dottor Di Via

Nuovo approfondimento su una tematica molto interessante a cura del dottor Danilo Di Via.

Emanuele
Emanuele Barbara
03 Aprile 2021 15:14
Lesione del legamento crociato anteriore nello sportivo, parla il dottor Di Via

Il legamento crociato anteriore (LCA) è uno dei legamenti più importanti del ginocchio, insieme al legamento crociato posteriore (LCP) ed ai collaterali: mediale e laterale. Viene definito tale perché si incrocia al centro dell'articolazione, con il LCP, con il quale forma il “pivot centrale” (centro di rotazione del ginocchio). Il LCA ha la funzione di stabilizzare l’articolazione nei movimenti sul piano sagittale, impedendo lo scivolamento in avanti della tibia rispetto al femore.

Si pensi che ogni anno negli USA sono circa 200.000 gli eventi traumatici che portano alla rottura del LCA, da questi dati si evince quanto sia una problematica comune, soprattutto negli sportivi.

Le cause di rottura del LCA possono essere sia dirette che indirette. Nelle prime avviene un trauma diretto sul ginocchio, che forzandolo in una posizione anomala ne determina la rottura, come un contrasto di gioco (es. calcio, rugby). In caso di lesione indiretta, il meccanismo traumatico si basa su un movimento torsionale in valgo e rotazione esterna da parte del ginocchio mentre piede rimane fisso a terra. Altro meccanismo traumatico può essere quello di atterrare con il ginocchio in iperestensione dopo un salto. Questi meccanismi sono molti comuni in sport come il Basket, la pallavolo e lo sci.

Quando avviene una rottura del LCA, Il sintomo immediato che viene percepito è rappresentato da una sensazione di “spaghetto che si rompe” dentro il ginocchio; in seguito del quale l’atleta cade a terra per una immediata impotenza funzionale. Nel post-trauma i segni principali di comune riscontro sono: il dolore, il gonfiore e la difficoltà a muovere l'articolazione. Solitamente osservando un periodo di riposo, ghiaccio e FANS, il dolore e gonfiore si risolvono nel giro di 2 settimane, mentre se la lesione è totale, permane l'instabilità e la sensazione di cedimento articolare, che non permette al paziente di ritornare alla pratica sportiva.

La diagnosi si basa su un accurato esame clinico del paziente, ma per essere realizzato, occorre che il ginocchio sia il più asciutto possibile, in quanto se fosse ancora edematoso, molti test verrebbero falsati dal dolore. I principali test per saggiare eventuali lassità legamentose passive del ginocchio sono: il Lachman, il Jerk ed il Cassetto anteriore. Nei casi dubbi o in cui si vogliano approfondire eventuali lesioni capsulo-legamentose, si potranno eseguire indagini radiologiche come la radiografia e la Risonanza Magnetica.

Una volta eseguita diagnosi di rottura del LCA, il trattamento varia in base al grado di lesione (1°,2° o 3°) ed alle eventuali altre lesioni associate. Le indicazioni comuni, subito dopo il trauma, sono l’astensione dalle attività sportive e l’inizio un programma riabilitativo volto al recupero della flesso/estensione e al mantenimento del trofismo muscolare dei muscoli della coscia. Una lesione totale non riparata esporrà l'articolazione al rischio di nuove distorsioni che potrebbero poi causare lesioni meniscali o cartilaginee portando allo sviluppo di un'artrosi precoce. Per questi motivi il trattamento chirurgico viene proposta a tutti i pazienti giovani e/o con alte richieste funzionali.

Buona norma è posporre l’intervento dopo almeno 1-2 mesi dal trauma, ossia il periodo necessario a sfiammare l’articolazione ed effettuare una buona riabilitazione pre-operatoria.

L’intervento di riparazione del LCA è divenuto molto frequente, sono moltissimi gli ospedali e le cliniche in cui è possibile eseguirlo. L’intento di questa chirurgia è andare a sostituire il legamento rotto, con un innesto che può essere autologo (il più delle volte) o eterologo. Nel primo caso le tecniche più utilizzate sono: il prelievo dei tendini del Gracile e Semitendinoso (piccoli muscoli presenti sul versante interno della coscia), il prelievo di parte del Tendine rotuleo (porzione tendinea che collega la rotula alla tibia), oppure si può utilizzare la porzione distale del tendine del muscolo quadricipite. La scelta della tecnica varia in base alle richieste funzionali del paziente e l'esperienza del chirurgo.

Una volta eseguito il prelievo, l’intervento viene eseguito con tecnica mini invasiva in artroscopia e consta di quattro fasi:

1- L’asportazione del legamento rotto

2- La realizzazione dei tunnel ossei

3- L’inserimento del legamento (precedentemente prelevato)

4- La fissazione del neo-legamento

La riabilitazione post-operatoria è fondamentale per il successo dell’intervento! Consta di diverse tappe, in cui inizialmente si cercherà di recuperare il range of motion (ROM) del ginocchio ed il trofismo muscolare, poi si lavorerà sulla propriocettività e la rieducazione al passo. Il ritorno alla attività fisica blanda potrà avvenire nell’arco di 3 mesi, mentre per il ritorno allo sport agonistico bisognerà aspettare almeno 6 mesi, per evitare di incorrere in rotture precoci.

Dott. Danilo Di Via

Medico presso:

Università degli Studi di Catania

Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche

Sezione di Ortopedia e Traumatologia

Direttore: Prof. Giuseppe Sessa

Direttore di scuola: Prof. Vito Pavone

Ricercatore: Prof. Gianluca Testa

Resident Chief: Dott. Andrea Vescio

In evidenza