Erice rende omaggio al vice brigadiere Pietro Ermelindo Lungaro

Medaglia d’argento al valor militare, ucciso nell’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
24 Marzo 2026 16:27
Erice rende omaggio al vice brigadiere Pietro Ermelindo Lungaro

Si è svolta questa mattina, ai Giardini del Balio, la cerimonia di collocazione della stele dedicata al vice brigadiere di Pubblica Sicurezza Pietro Ermelindo Lungaro, medaglia d’argento al valor militare, ucciso nell’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Alla presenza della prefetta Daniela Lupo, del questore Giuseppe Felice Peritore, delle autorità civili e militari, di molti altri delle istituzioni, dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, dei familiari e di alcuni cittadini, l’amministrazione comunale di Erice ha voluto rendere un omaggio solenne e partecipato alla memoria di uno dei suoi figli, simbolo di fedeltà allo Stato e di attaccamento ai valori di giustizia e libertà.

La cerimonia, sobria e intensa, è stata scandita da momenti di raccoglimento e riflessione che hanno restituito il senso più profondo dell’iniziativa: non soltanto ricordare una pagina dolorosa della storia nazionale, ma riaffermare il valore della memoria come elemento essenziale per comprendere il presente e orientare le scelte del futuro. Molto toccanti, in particolare, gli interventi dei figli Pietro ed Ermelindo Lungaro.

La stele, collocata in uno dei luoghi più rappresentativi della città, si inserisce nel percorso, avviato dall’amministrazione comunale, di valorizzazione della memoria di donne e uomini che hanno sacrificato la propria vita per la libertà del Paese.

Nel corso del suo intervento, la sindaca Daniela Toscano ha sottolineato il significato profondo dell’iniziativa per l’intera comunità: «Non abbiamo semplicemente collocato una stele. Raccogliendo l’invito della locale sezione dell’ANPS e, in particolare, del presidente Nicolò Villabuona, abbiamo scelto di dare continuità a una storia che ci riguarda da vicino e che chiede di essere conosciuta e compresa, non soltanto commemorata. La memoria non può ridursi a un gesto rituale o a una ricorrenza. Deve diventare consapevolezza, capacità di leggere il presente, responsabilità verso ciò che accade attorno a noi».

«La vicenda umana di Pietro Ermelindo Lungaro - ha aggiunto la sindaca - ci consegna un messaggio sobrio ma potente, cioè quello ce anche nei momenti più difficili è necessario restare fedeli ai propri principi. In tempi come quelli che stiamo vivendo, segnati da tensioni, incertezze e da un diffuso senso di distanza tra cittadini e istituzioni, ricordare figure come la sua significa riaffermare il valore del servizio pubblico come scelta etica prima ancora che professionale. Significa ricordare che lo Stato prende forma nelle persone che lo rappresentano e nella fiducia che riescono a costruire».

La sindaca ha inoltre richiamato il significato della memoria condivisa, ricordando come ogni anno, in occasione del 25 aprile, il Comune di Erice e l’ANPI di Trapani organizzino una cerimonia dinanzi alla targa commemorativa della via intitolata a Lungaro. «Sono appuntamenti che non servono soltanto a guardare indietro, ma a misurare il nostro senso civico oggi. La libertà non si difende con le parole solenni, ma con comportamenti quotidiani, con il rispetto delle regole, con l’attenzione verso gli altri, con la capacità di sentirsi parte di una comunità».

La cerimonia si è conclusa con un momento di raccoglimento davanti alla stele, segno tangibile di una memoria che la città di Erice ha scelto di custodire e trasmettere.

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