Si è svolta stamattina l’intitolazione del centro sociale di via Antonio Rosmini, a Casa Santa (Erice), alla memoria della testimone di giustizia Rita Atria.
Numerose autorità civili, religiose e militari, decine di cittadini, hanno partecipato alla cerimonia che è stata aperta dall’esibizione dell’associazione musicale “Città di Erice” e della “Nuova Banda Ericina”, fino al momento della scopertura del pannello commemorativo collocato all’ingresso della struttura, recante la biografia e una fotografia di Rita Atria.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto di Trapani, Daniela Lupo, il questore Giuseppe Felice Peritore, la presidente del Tribunale di Trapani, Alessandra Camassa, i sindaci di Partanna, Erice, Trapani e Misiliscemi, rappresentanti delle forze dell’ordine ma anche del mondo del volontariato, dell’associazionismo e della comunità ecclesiale. Presenti molti studenti dell’istituto alberghiero “Florio” di Erice e numerosi ragazzi che hanno aderito spontaneamente alla giornata.
“All’interno del Centro sociale – è riportato in una nota del Comune – è stato installato un secondo pannello con uno dei più significativi temi scolastici scritti dalla giovane testimone di giustizia, testimonianza viva della sua sensibilità e della sua capacità di interrogarsi sul senso dell’onestà e della responsabilità individuale”. Rita Atria, giovane nata e cresciuta a Partanna in un contesto familiare segnato dalla presenza mafiosa, scelse di collaborare con la giustizia dopo la perdita violenta del padre e del fratello e si affidò al giudice Paolo Borsellino; “la sua decisione comportò isolamento, dolore e una profonda solitudine, ma rappresentò al tempo stesso un gesto di straordinario coraggio civile.
Attraverso le sue parole, affidate anche ai temi scolastici e alle pagine del suo diario, Rita Atria ha lasciato una testimonianza intensa sulla necessità di combattere non solo le organizzazioni mafiose, ma anche la cultura dell’indifferenza e dell’omertà”.
Dopo l’intitolazione, i partecipanti si sono spostati nell’atrio esterno della struttura dove si è svolta la cerimonia istituzionale. Agli interventi delle autorità, è seguita la lettura integrale dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dal presidio “Gian Giacomo Ciaccio Montalto” dell’associazione “Libera - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”, in occasione della XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” che ricorre il 21 marzo, primo giorno di primavera. I nomi sono stati pronunciati dai rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo locale, accompagnati dal rintocco di una campanella, in un clima di profondo raccoglimento. In conclusione, una toccante esibizione al violoncello ha preceduto la piantumazione di un “albero della legalità” negli spazi esterni del centro sociale.
«Oggi non abbiamo soltanto intitolato un edificio pubblico – ha dichiarato la sindaca Daniela Toscano - ma abbiamo compiuto una scelta che riguarda il modo in cui questa comunità guarda al proprio futuro. Rita Atria rappresenta una storia difficile, scomoda, profondamente umana, che ci obbliga a riflettere sul valore delle scelte individuali e degli ideali di onestà, legalità e giustizia. Intitolare a lei il centro sociale significa affermare che i luoghi dell’incontro e della solidarietà devono essere anche luoghi di responsabilità civile.
Significa dire ai nostri giovani e ricordare ai meno giovani che nessun destino è già scritto e che anche nelle condizioni più complesse è possibile trovare la forza di affermare la legalità e la dignità. La grande partecipazione registrata oggi, soprattutto di ragazzi, dimostra che esiste una comunità sempre più cosciente e consapevole, capace di fare memoria non per abitudine ma per convinzione, e pronta a tradurre questa memoria in impegno quotidiano».
L’assessora ai servizi sociali, Carmela Daidone, ha sottolineato come «questa giornata rappresenti un passaggio importante nel percorso che l’Amministrazione porta avanti da tempo sul terreno dell’inclusione sociale, della promozione della cultura della legalità e delle pari opportunità anche in chiave toponomastica. Il centro sociale di via Rosmini è uno spazio pensato per accogliere, ascoltare e costruire relazioni positive, ma è anche un presidio educativo. La scelta di dedicarlo a Rita Atria rafforza il messaggio che vogliamo trasmettere: non può esistere vera crescita sociale senza consapevolezza civica, senza rispetto delle regole, senza la capacità di riconoscere e contrastare ogni forma di sopraffazione.
La lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie e la piantumazione dell’albero della legalità sono gesti che parlano soprattutto ai più giovani e che contribuiscono a radicare nel territorio un senso concreto di appartenenza e di responsabilità condivisa».