È stata già raccontata come la “sfida infinita”. Impossibile trovare una definizione più corretta, per un confronto come quello fra AC Life Style Handball Erice e Jomi Salerno, nonostante la differente tradizione dei due club.
LA STORIA
La Jomi Salerno è la squadra da battere: formazione campione d’Italia in carica, ha vinto l’ultima Coppa Italia, può vantare 25 titoli complessivi, e se dovesse conquistare il tricolore anche in quest’occasione, eguaglierebbe il record di Cassano Magnago (11 titoli nazionali). È acclarato, però, che la serie appena iniziata è la terza, negli ultimi quattro anni, che assegnerà lo scudetto. Inoltre, oggi si è disputato il quarto confronto diretto di questa stagione: Erice ha vinto la Supercoppa ad agosto in casa (28-27), per poi ripetersi in campionato, all’andata in Campania (21-24), e al ritorno al Pala “Cardella” (32-27). Fra queste due gare, però, la Jomi Salerno, a marzo, ha conquistato la Coppa Italia, a Riccione, dopo una sfida incredibile, finita ai tiri dai sette metri (34-32).
I NUMERI
Le due squadre sono giunte a questa finale con numeri di altissimo livello, ma la AC Life Style Handball Erice ha primeggiato in classifica, al termine della stagione regolare, con 21 risultati utili su 22 partite (20 vittorie, un pari e una sola sconfitta), risultando l’attacco più prolifico (766 gol) e la difesa meno battuta (444 reti subite). Inoltre, la qualificazione a quest’ultimo atto si è concretizzata in maniera assai diversa: in semifinale, le Arpie hanno eliminato in maniera piuttosto netta Cassano Magnago (33-26 in casa e 23-30 in Lombardia), mentre la Jomi Salerno ha dovuto faticare maggiormente contro il Brixen Südtirol: le campane sono riuscite a imporsi 29-25 in casa e in gara due hanno pareggiato (24-24) in Alto Adige.
MIGLIORI MARCATRICI
Le migliori realizzatrici dei due organici sono entrambe mancine: Alexandra Do Nascimento (Erice), con 103 gol, e Asia Mangone (Salerno), a quota 101 reti.
LA PARTITA
Le Arpie vincono con grande fatica e vedendo apparire davanti a sé i fantasmi dello scorso anno, quando le campane le costrinsero al pari in gara uno, sullo stesso parquet. Un successo fondamentale nell’economia della serie, con la pressione che adesso passa tutta da lato della Jomi Salerno. Domenica 24, infatti, la AC Life Style Handball Erice avrà a disposizione due risultati su tre per tornare a casa con il tricolore cucito sul petto. La strada, però, è ancora lunghissima e sarà necessario difendere con la stessa solidità di questa sera e aver maggiore continuità in attacco per provare ad espugnare un campo difficile come quello di Salerno.
AC Life Style Handball Erice-Jomi Salerno 24-22 (12-9)
AC Life Style Handball Erice: De Marinis, Bernabei, Tarbuch, Martinez Bizzotto, Zizzo, Manojlovic, Do Nascimento 6, Iacovello, Dalle Crode 1, Pessoa, Ahanda 3, Cabral Barbosa 8, Niakaté 6, Losio, Masson. Allenatore: Frédéric Bougeant.
Jomi Salerno: Mangone 7, Dalla Costa 3, Lepori, Rossomando, Fabbo, De Santis, Woller, Danti, Lanfredi 2, Malovic 2, Lauretti Matos, Salvaro, Nukovic 3, Gislimberti, Andriichuk 5, Piantini Avendano. All. Adrian Chirut.
Arbitri: Giovanni Fato – Luigi Guarini
Commissari: Roberto Scevola – Luigi Visciani
CRONACA
Naturalmente teso e nervoso l’inizio del match, con le due squadre che tradiscono affanni in attacco, dettati dalla precipitazione. A fare la differenza è la difesa fisica e attenta di Erice, che presto si issa sul 3-0 (6’), con Alexandrina Cabral Barbosa e Alexandra Do Nascimento subito protagoniste. Salerno rompe il digiuno con Asia Mangone, ma le ragazze del coach Fred Bougeant sembrano maggiormente a loro agio nell’atmosfera torrida del Pala “Cardella”. Il pubblico delle grandi occasioni sospinge le Arpie, che attutiscono egregiamente il problema della prima inferiorità numerica (due minuti out Cabral Barbosa), ma non possono ovviamente impedire che sia partita vera (6-4, 13’).
Do Nascimento (solita penetrazione dall’ala destra e gol sul secondo palo) suscita il primo allungo (8-4, 14’) e il coach ospite Adrian Chirut è costretto a chiamare il primo timeout. Il portiere Martina Iacovello (una vera seconda giovinezza, la sua) abbassa la saracinesca, Kalidiatou Niakaté entra in partita e le Arpie prendono sempre più coraggio (10-5, 22’). Salerno possiede nel proprio dna lo spirito combattivo richiesto da questo tipo di sfide, e reagisce nel modo giusto (10-7, 23’), ancora con Mangone ottima finalizzatrice. Nel finale della prima frazione, le fasi offensive di entrambe le formazioni tornano ad essere problematiche, ma in extremis, dalle due parti, arrivano le soluzioni vincenti.
Si va all’intervallo con Erice sul “+3” (12-9).
Olga Lanfredi e Durdina Malovic aprono il secondo tempo con due marcature che riportano Salerno ad un’incollatura (12-11, 33’). Do Nascimento respinge l’assalto campano dai sette metri ed è la stessa brasiliana che regala ancora il vantaggio di quattro lunghezze (15-11), approfittando della porta lasciata vuota dalle ospiti per l’utilizzo dell’extra player (35’) e un’altra volta con un rigore. Nella sostanza, sarebbe questo il momento focale in cui si potrebbe indirizzare definitivamente la partita.
Dal possibile aggancio di Salerno, l’Ac Life Style Handball Erice trova lo spunto per scappare via, e non è un caso che la fuga sia determinata dalle prodezze delle due giocatrici più in forma: Iacovello e Do Nascimento. Al 41’, è 18-11, con la Jomi che sembra messa alle corde da un pallonetto dolcissimo di Cabral Barbosa. Il coach Chirut, però, ferma il gioco con un timeout e prova a far raccogliere le energie (soprattutto mentali) alle sue atlete. Il sussulto delle campane arriva (20-18, 47’), e gli ultimi tredici minuti si annunciano infuocati.
Iacovello salva ancora miracolosamente la porta, ma nulla può sul “lob” di Mangone e sul rigore di Andriichuk, che rimettono paura alle Arpie (20-20, 53’). Il talento di Cabral Barbosa e l’intraprendenza di Nukovic muovono ancora il punteggio, ma il parziale di 9-2 a favore di Salerno fa intendere come le campane arrivino agli ultimi scampoli di gara con energia positiva. Erice si aggrappa a Niakaté, ma risponde ancora Mangone (22-22, 57’) e Do Nascimento fallisce l’occasione del nuovo vantaggio da sette metri.
I tre minuti conclusivi sono al cardiopalmo. Le Arpie giocano i sessanta secondi finali in superiorità numerica (due minuti fuori Mangone) e il graffio che ferisce Salerno e fa pendere la bilancia a favore delle Arpie giunge con venti secondi ancora da giocare: è Cabral Barbosa a spingere le sue compagne sul 23-22. Salerno esce dal timeout e ha il possesso per pareggiare, ma Niakaté recupera la sfera e la deposita nella porta vuota. Il Pala “Cardella” esplode di felicità.
DICHIARAZIONE
Nicole Bernabei (centrale AC Life Style Handball Erice): «E’ stata una gara durissima, ben interpretata da noi all’inizio e per buona parte del secondo tempo. Ci attendevamo la reazione di Salerno, di cui conosciamo benissimo lo spirito combattivo. Gara due sarà durissima, ma abbiamo due risultati a disposizione e dovremo essere più continue per tutto l’arco della gara. Era importante vincere e siamo molto contente per la reazione che abbiamo avuto quando loro si sono rifatte sotto e avrebbero potuto farci paura. Il pubblico ci ha dato una grande mano nel finale. Siamo felici anche per aver regalato una bella soddisfazione ai nostri tifosi».
PROSSIMI IMPEGNI FINALE Gara 2 - Domenica 24 maggio 2026
Ore 18, Jomi Salerno-AC Life Style Handball Erice Eventuale Gara 3 - Domenica 31 maggio 2026
Ore 18.30, AC Life Style Handball Erice-Jomi Salerno
Nota Stampa AC Life Style Handball Erice