Emerge la necessità di un nuovo tavolo di confronto per risolvere i disagi degli studenti che risiedono nei comuni dell’hinterland trapanese.
La recente anticipazione di 15 minuti di tutte le partenze dei pullman, richiesta dal sindaco di Trapani all’Ast dopo una prima riunione tecnico-operativa tenutasi il 3 ottobre scorso, è servita a far coincidere i tempi con il BRT (Bus Rapid Transit) per evitare ritardi all’entrata nelle scuole del centro storico, però ha anche allungato notevolmente le attese degli alunni pendolari che frequentano istituti scolastici in altre zone della città.
Una differenziazione delle corse e l’introduzione di tragitti dedicati, per “un’ottimizzazione degli orari che rispetti i tempi della scuola e la dignità di tutti i nostri figli”, è auspicata dalla madre di uno studente che frequenta una scuola del centro storico, in replica all’accorata lettera della mamma di una 15enne che frequenta l’Istituto per Geometri di via Salemi. Viene rinnovato l'appello “rivolto all’azienda AST, all'ATM e alle istituzioni competenti”, affinché si trovino soluzioni che non allevino i disagi di alcune scolaresche a scapito di altre.
Di seguito, riportiamo la nota che descrive la situazione, da come era a come è attualmente, e come potrebbe essere.
"Oggetto: Replica alla lettera sui disagi dei trasporti scolastici - La tutela e il diritto allo studio devono valere per tutti gli studenti.
In merito alla lettera accorata della madre che giustamente evidenzia i disagi quotidiani degli studenti pendolari, sento il dovere, in qualità di genitore, di offrire un punto di vista complementare ma altrettanto critico sulla situazione del trasporto pubblico locale.
Se da un lato è comprensibile il disappunto per l'anticipo degli orari che costringe alcuni ragazzi a una lunga attesa prima dell'inizio delle lezioni, dall'altro è necessario ricordare quale fosse la situazione precedente. Prima di questa modifica, a causa dei ritardi cronici legati alla viabilità e alla gestione della BRT, mio figlio e molti altri studenti diretti verso la zona porto arrivavano sistematicamente in ritardo a scuola, perdendo regolarmente la prima ora di lezione.
Con l'arrivo della stagione invernale, delle piogge e del maltempo, l'assenza di un anticipo sulla corsa avrebbe significato una sola cosa: esporre i ragazzi a lunghissime attese nel traffico, facendoli arrivare a scuola non solo in ritardo, ma anche a ridosso delle intemperie e in condizioni di forte disagio. La lamentela, quindi, è legittima da entrambe le parti, poiché il servizio attuale costringe le famiglie a scegliere tra due disservizi: l'attesa prolungata o il ritardo sistematico.
Le carenze strutturali del trasporto pubblico non possono e non devono trasformarsi in una "guerra tra poveri" o in una contrapposizione tra le esigenze degli studenti di Via Salemi e quelli della zona porto. Il diritto a un trasporto dignitoso, efficiente e puntuale deve essere garantito a tutti, senza distinzioni di tratta o di destinazione.
Per queste ragioni, mi unisco all'appello rivolto all'azienda AST, all'ATM e alle istituzioni competenti. La soluzione, tuttavia, non può essere un semplice ritorno al passato che penalizzerebbe nuovamente un'altra fetta di studenti. Chiediamo con forza un tavolo di confronto per valutare un reale potenziamento del servizio, che preveda la differenziazione delle corse, l'introduzione di tragitti dedicati (inclusa la fermata in Via Salemi) e un'ottimizzazione degli orari che rispetti i tempi della scuola e la dignità di tutti i nostri figli. ANTONELLA CASSARÀ”