​Paceco, galeotto fu il cannolo: scricchiolii in maggioranza per il “semi-abbandono” di Dattilo

Il segretario PD contesta un'azione amministrativa insufficiente nella frazione e anche la gestione del Cannolo Fest

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
02 Luglio 2026 12:35
​Paceco, galeotto fu il cannolo: scricchiolii in maggioranza per il “semi-abbandono” di Dattilo

“Forte dissenso e una profonda delusione per un'azione amministrativa che, sul territorio di Dattilo, si sta rivelando ampiamente insufficiente”, è espressa in una nota dal segretario del circolo PD di Paceco, Antonino Occhipinti, denunciando “uno scarso, se non inesistente, interesse da parte delle istituzioni comunali”, tale da determinare “una condizione di semi-abbandono” nella frazione.

Non viene meno il sostegno del Partito Democratico all'attuale amministrazione, ma è “un sostegno che non può e non deve essere un assegno in bianco”, scrive Occhipinti nel documento diffuso oggi, e sollecita un “cambio di passo” che “rimetta al centro l'ascolto dei cittadini e l'inclusione nelle scelte strategiche”. Il segretario del PD di Paceco rileva infatti una “scollatura sociale, politica e culturale” nella frazione, che sarebbe dimostrata soprattutto dalla “gestione della quinta edizione del Dattilo Cannolo Fest”, rassegna che prenderà il via domani.

Di seguito la nota integrale, a firma di Antonino Occhipinti.

“A distanza di un anno dal congresso che mi ha eletto alla guida del Circolo del Partito Democratico di Paceco, sento il dovere politico e morale di intervenire pubblicamente sulla condizione in cui versa la mia frazione di Dattilo.

Quella mozione congressuale, votata all'unanimità, fu sostenuta con forza da oltre sessanta cittadini e tesserati dattilesi: a loro, e a tutta la comunità, devo trasparenza e fermezza.

Oggi rappresento l’unica carica politica del territorio che vive, respira e appartiene realmente a questa frazione. Per questa ragione, non posso e non voglio permettere che le legittime istanze dei miei compaesani vengano strumentalizzate da consiglieri comunali che si ricordano di Dattilo solo per tornaconto elettorale, senza aver mai dimostrato un reale e concreto interesse per il suo futuro.

Il Partito Democratico ha scelto, coerentemente con il mandato congressuale, di sostenere l’Amministrazione Grammatico. Un sostegno che continuo a garantire sul piano del dialogo e della lealtà politica, ma che non può e non deve essere un assegno in bianco.

Dopo tre anni di mandato, pur condividendo l'impianto del progetto politico originario, l’onestà politica mi impone di esprimere un forte dissenso e una profonda delusione per un'azione amministrativa che, sul territorio di Dattilo, si sta rivelando ampiamente insufficiente.

I cittadini non possono essere condannati al ruolo di meri spettatori dell'intervento politico.

A tre anni dall'insediamento, Dattilo vive una condizione di semi-abbandono che denuncia uno scarso, se non inesistente, interesse da parte delle istituzioni comunali. Sono convinto che nei due anni che rimangono vi siano il tempo e i margini per rilanciare con forza l’azione di governo, ma questo cambio di passo deve iniziare adesso, rimettendo al centro l'ascolto dei cittadini e l'inclusione nelle scelte strategiche.

L'esempio più lampante di questa scollatura sociale, politica e culturale è la gestione della quinta edizione del 'Dattilo Cannolo Fest'.

Sia ben chiaro: ogni iniziativa che porti tre giorni di svago e socialità nella nostra frazione è la benvenuta.

Ciò che è politicamente e culturalmente inaccettabile è lo svilimento del nostro brand più celebre e attività commerciale presente sul territorio.

Il cannolo di Dattilo – reso famoso in tutto il mondo grazie all'eccellenza storica dell'Eurobar – è un patrimonio d'identità gastronomica che va tutelato, non commercializzato al ribasso. Consentire la vendita di prodotti che nulla hanno a che fare con l'autentica ricetta dattilese significa screditare l'immagine stessa del nostro paese. È doloroso constatare come la comunità locale sia stata ridotta a comparsa passiva di un evento che non affonda alcuna radice nel tessuto sociale di Dattilo. Considero inoltre gravemente speculativo il coinvolgimento, da quest'anno, dei nostri concittadini anziani per scopi puramente pubblicitari e di facciata.

I dattilesi possiedono una dignità storica e sociale che non è in vendita per qualche palcoscenico temporaneo.

Dattilo appartiene a chi la vive ogni giorno. Il mio impegno, da Segretario e da cittadino, sarà totale e intransigente affinché la voce di Dattilo torni a essere ascoltata nei palazzi del potere di Paceco. Il tempo del silenzio e dell'indifferenza è finito”.

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