“Forte dissenso e una profonda delusione per un'azione amministrativa che, sul territorio di Dattilo, si sta rivelando ampiamente insufficiente”, è espressa in una nota dal segretario del circolo PD di Paceco, Antonino Occhipinti, denunciando “uno scarso, se non inesistente, interesse da parte delle istituzioni comunali”, tale da determinare “una condizione di semi-abbandono” nella frazione.
Non viene meno il sostegno del Partito Democratico all'attuale amministrazione, ma è “un sostegno che non può e non deve essere un assegno in bianco”, scrive Occhipinti nel documento diffuso oggi, e sollecita un “cambio di passo” che “rimetta al centro l'ascolto dei cittadini e l'inclusione nelle scelte strategiche”. Il segretario del PD di Paceco rileva infatti una “scollatura sociale, politica e culturale” nella frazione, che sarebbe dimostrata soprattutto dalla “gestione della quinta edizione del Dattilo Cannolo Fest”, rassegna che prenderà il via domani.
Di seguito la nota integrale, a firma di Antonino Occhipinti.
“A distanza di un anno dal congresso che mi ha eletto alla guida del Circolo del Partito Democratico di Paceco, sento il dovere politico e morale di intervenire pubblicamente sulla condizione in cui versa la mia frazione di Dattilo.
Quella mozione congressuale, votata all'unanimità, fu sostenuta con forza da oltre sessanta cittadini e tesserati dattilesi: a loro, e a tutta la comunità, devo trasparenza e fermezza.
Oggi rappresento l’unica carica politica del territorio che vive, respira e appartiene realmente a questa frazione. Per questa ragione, non posso e non voglio permettere che le legittime istanze dei miei compaesani vengano strumentalizzate da consiglieri comunali che si ricordano di Dattilo solo per tornaconto elettorale, senza aver mai dimostrato un reale e concreto interesse per il suo futuro.
Il Partito Democratico ha scelto, coerentemente con il mandato congressuale, di sostenere l’Amministrazione Grammatico. Un sostegno che continuo a garantire sul piano del dialogo e della lealtà politica, ma che non può e non deve essere un assegno in bianco.
Dopo tre anni di mandato, pur condividendo l'impianto del progetto politico originario, l’onestà politica mi impone di esprimere un forte dissenso e una profonda delusione per un'azione amministrativa che, sul territorio di Dattilo, si sta rivelando ampiamente insufficiente.
I cittadini non possono essere condannati al ruolo di meri spettatori dell'intervento politico.
A tre anni dall'insediamento, Dattilo vive una condizione di semi-abbandono che denuncia uno scarso, se non inesistente, interesse da parte delle istituzioni comunali. Sono convinto che nei due anni che rimangono vi siano il tempo e i margini per rilanciare con forza l’azione di governo, ma questo cambio di passo deve iniziare adesso, rimettendo al centro l'ascolto dei cittadini e l'inclusione nelle scelte strategiche”.