Dichiarazione del presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, sul progetto MaB Unesco “Saline di Sicilia” e sulla vicenda Porto.
"Credo che in queste ore, e nei prossimi giorni, sia utile passare dalla necessaria condivisione istituzionale del progetto MaB Unesco “Saline di Sicilia” ad una essenziale condivisione del buonsenso e dell'equilibrio. Dobbiamo essere in grado di superare un limite che ci ha finora accompagnato. Continuiamo ad essere condizionati da fasi alterne, in qualche caso critiche, che rischiano di penalizzare un’idea vincente, un progetto credibile ed un'adesione sostanziale ad una opportunità di sviluppo e di crescita del nostro territorio.
L'ultima nota dell'Autorità Portuale di Sistema della Sicilia Occidentale impone una rapida riflessione ed un approfondimento delle dinamiche che hanno portato alla definizione del dossier definitivo e che sarà inviato per la valutazione internazionale. La riunione di giovedì prossimo alla Camera di Commercio ha la necessità di essere uno strumento di verifica e di prospettiva. I tempi sono sicuramente stretti e serrati e chiedono di assumere decisioni e scelte finali, ma è sempre più evidente l'esigenza di definire un surplus d'approfondimento sul ruolo del Porto di Trapani.
Un approfondimento che non può basarsi sulla contrapposizione. Ma che invece deve essere costruito sulla chiarezza e soprattutto sulla garanzia che “Saline di Sicilia” sia sintesi virtuosa d'interessi legittimi, che hanno bisogno di essere convergenti e concretamente unitari.Il Porto è un valore in sé e non può essere ammagliato in un clima conflittuale, che è stato sottolineato, in precedenza, dai suoi operatori ed ora dall'Autorità Portuale. In questo percorso non ci sono e non possono esserci controparti.
Se ci sono stati, e continuano ad esserci difetti di comunicazione vanno superati in fretta. Credo che ci siano le soluzioni per evitare incomprensioni e fraintendimenti. Il progetto ha bisogno di carte, documenti, linee di confine ed è legato ad un'articolata procedura, ma c'è una precondizione da rispettare: l'impegno a raggiungere il nostro comune obiettivo con libertà di pensiero, perché, altrimenti, può insinuarsi la logica del sospetto e dell'intento non dichiarato. Evitiamo di cadere in questa trappola.
Anche questa è un'occasione per dimostrare di essere una vera classe dirigente".