​Acqua inquinata a Trapani, “l'amministrazione Tranchida ha fallito nella gestione della crisi”

Intervento del Gruppo locale 5 Stelle che sollecita “un piano operativo, responsabilità chiare e risposte certe"

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
21 Settembre 2026 10:41
​Acqua inquinata a Trapani, “l'amministrazione Tranchida ha fallito nella gestione della crisi”

“Mesi di emergenza e ancora nessun servizio sostitutivo che funzioni. L'amministrazione Tranchida ha fallito nella gestione della crisi e lascia cittadini e amministratori di condomìni a cavarsela da soli”. Lo scrive il Gruppo territoriale Trapani del Movimento 5 Stelle, intervenendo sulla questione dell’inquinamento idrico che da diversi mesi affligge alcune zone cittadine.

Di seguito, l’analisi della situazione tracciata dal gruppo politico.

“Tubature inquinate in alcuni quartieri, rete inutilizzabile per l’acqua potabile, famiglie e attività senza un servizio affidabile. Guasti che hanno creato un’emergenza, ma a rendere la crisi insostenibile è l’incapacità dell'Amministrazione comunale di gestirla. Dopo mesi il Comune di Trapani non è ancora riuscito a garantire un servizio sostitutivo adeguato a chi rimane senz’acqua. Non parliamo più di un imprevisto, ma di una crisi divenuta strutturale e che probabilmente tale rimarrà ancora a lungo. Un’amministrazione seria, in mesi di crisi, avrebbe costruito un sistema di emergenza con regole chiare, calendari, mezzi e tempi certi. La riunione dei giorni scorsi in Prefettura e gli appelli del sindaco Tranchida dovevano essere l’immediata risposta all’indomani della prima ordinanza di divieto dell’uso dell’acqua pubblica. Qui, invece, si continua a navigare a vista”.

“Riceviamo – continua il documento dei Cinque Stelle – segnalazioni di utenze mai rifornite dalle autobotti comunali e di altre servite con cadenza mensile o bimestrale. Un servizio sostitutivo che passa quando può, o non passa affatto, non è un servizio sostitutivo. Se queste segnalazioni saranno confermate, il problema è l'organizzazione del servizio e il coordinamento del COC; la responsabilità è politica prima che tecnica. C'è di più. Mentre il pubblico non garantisce acqua con continuità, cittadini, condomìni e attività che cercano una soluzione con autobotti private rischiano controlli e sanzioni, come dimostrano le notizie di cronaca delle ultime ore.

È il paradosso di un Comune che non provvede e, nel frattempo, si penalizza chi prova a provvedere da sé. Sia chiaro: la salute pubblica non si discute e i controlli sulla potabilità sono indispensabili. Proprio per questo il Comune ha il dovere di offrire un'alternativa legale e sicura, non di limitarsi a far ricadere il problema su cittadini e amministratori condominiali”.

“Chiediamo quindi al Sindaco: perché, dopo mesi, non è stata predisposta una filiera ufficiale e controllata che consenta, dove la normativa lo permette, alle autobotti private autorizzate di rifornirsi presso fonti comunali idonee, con acqua certificata, mezzi autorizzati e piena tracciabilità? se si può fare, perché non è stato fatto? Se non si può, quali norme lo impediscono e quale alternativa concreta ha predisposto l'Amministrazione? chi deve chiamare un cittadino rimasto senz'acqua, entro quanto tempo sarà servito e, se il Comune non è in grado di garantirlo, dove e da chi potrà procurarsi legalmente acqua certificata?”

In conclusione, il Gruppo territoriale Trapani del Movimento 5 Stelle sottolinea che “Non si può dire ai cittadino: «L'acqua dalla rete non te la garantisco, l'autobotte comunale non so quando arriverà e, se cerchi una soluzione da solo, rischi una sanzione». Questa non è gestione dell'emergenza, è abbandono organizzato. Dopo mesi i cittadini non hanno bisogno di altre rassicurazioni, ma di un piano operativo, di responsabilità chiare e di risposte certe. L'acqua è un servizio essenziale e le inefficienze dell'Amministrazione non possono continuare a ricadere su chi paga i servizi e ne è privo”.

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