Il Distretto Socio Sanitario 50 chiude il percorso P.I.P.P.I. e rilancia il sostegno alle famiglie

Gli interventi PNRR si trasformano in servizi permanenti grazie ai fondi LEPS

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
11 Luglio 2026 15:16
Il Distretto Socio Sanitario 50 chiude il percorso P.I.P.P.I. e rilancia il sostegno alle famiglie

“La valigia delle esperienze”: il Distretto Socio Sanitario 50 chiude il percorso P.I.P.P.I. e rilancia il sostegno alle famiglie
Non una conclusione, ma un nuovo punto di partenza. È questo il messaggio emerso dalla Festa delle Famiglie organizzata ieri pomeriggio dal Distretto Socio Sanitario 50 al Centro Giovani e Famiglie del Chiostro San Domenico di Trapani, appuntamento conclusivo del Programma P.I.P.P.I., finanziato dal PNRR, che ha riunito operatori, educatori, assistenti sociali, pedagogisti, psicologi, amministratori e soprattutto le famiglie protagoniste del percorso.

Il titolo scelto per l'iniziativa, “La valigia delle esperienze: riempiamola insieme”, ha sintetizzato il significato della giornata: raccogliere quanto costruito negli ultimi anni e trasformarlo in un patrimonio di competenze, relazioni e buone pratiche destinato a proseguire anche oltre la conclusione del finanziamento nazionale.

La giornata si è aperta con un momento di supervisione tecnica guidato dalla dottoressa Katia Bolelli, componente del Gruppo Scientifico dell'Università di Padova e referente nazionale del programma P.I.P.P.I., che ha incontrato l'équipe del Distretto, i case manager, gli educatori professionali e gli operatori impegnati quotidianamente nel sostegno alle famiglie del territorio.

Nel pomeriggio, spazio invece alle famiglie, protagoniste di un momento di condivisione delle esperienze maturate nel corso del progetto, in un clima di partecipazione che ha confermato il valore di un modello capace di costruire fiducia e accompagnare le persone nei percorsi di crescita.

Un percorso che, come è stato ribadito nel corso dell'iniziativa, non si interrompe con la conclusione del PNRR. Il Distretto Socio Sanitario 50 garantirà infatti continuità agli interventi attraverso nuove linee di finanziamento e con il rafforzamento dei servizi territoriali dedicati al sostegno della genitorialità, del Centro per le Famiglie, dello Spazio Neutro, Fondo Povertà e del progetto DesTEENazione.

Katia Bolelli, Gruppo Scientifico Università di Padova, ha evidenziato l'importanza del lavoro svolto dal territorio trapanese. «Il progetto P.I.P.P.I. nella provincia di Trapani e soprattutto nei territori del Distretto 50 ha vissuto un'importante evoluzione nel corso di questi anni. Da osservatrice partecipata posso dire che il triennio del PNRR ha rappresentato il completamento di un percorso iniziato con le prime sperimentazioni del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali.

È stato un tempo necessario perché i territori si attrezzassero e costruissero un modello capace di garantire alle famiglie quell'accompagnamento che oggi sappiamo essere indispensabile. Le famiglie devono poter riconoscere la propria vulnerabilità senza sentirsi giudicate, ma accompagnate verso un cambiamento che restituisca speranza e consenta di rispondere ai bisogni delle bambine e dei bambini.

Molte famiglie hanno manifestato il timore che questo percorso potesse interrompersi con la fine del finanziamento. In realtà il messaggio è esattamente opposto. Termina una fonte di finanziamento, ma non termina il modello. Il Governo sta lavorando affinché i territori possano continuare a garantire questo accompagnamento attraverso scelte organizzative e professionali sempre più solide.

Non si tratta di chiudere un modo di lavorare, ma di consolidarlo definitivamente all'interno dei servizi territoriali, mettendo i professionisti nelle condizioni di continuare ad accompagnare le famiglie con strumenti adeguati e con una visione condivisa».

Per l'assessora del Comune di Trapani Giusy Poma, il valore dell'esperienza è proprio nella sua continuità. «Oggi si conclude il percorso P.I.P.P.I., ma la vera notizia è che P.I.P.P.I. non finisce oggi. È diventato un LEPS, un Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali. Significa che è entrato stabilmente nel modello di presa in carico delle famiglie e rappresenta oggi uno dei pilastri delle politiche sociali del nostro Paese.

Il Distretto ha voluto fare qualcosa in più, costruendo un percorso che abbiamo chiamato "PIPPI Pro", affinché nessuna famiglia si senta abbandonata al termine del finanziamento.

Le famiglie continueranno ad essere accompagnate attraverso altri strumenti, utilizzando anche le risorse del Fondo Povertà. Questa è la differenza tra realizzare un progetto e costruire una politica pubblica: trasformare un intervento temporaneo in un servizio stabile per i cittadini.

Una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili e dei bambini. Se anche una sola famiglia oggi si sente meno sola e più consapevole, allora significa che abbiamo raggiunto un risultato importante».

Sulla stessa linea l'intervento dell'assessora del Comune di Valderice Anna Maria Mazzara, che ha sottolineato il valore del lavoro di rete. «Era importante essere presenti oggi per celebrare la conclusione di un progetto che ha avuto un riscontro straordinario sul territorio.

Il grande valore aggiunto di P.I.P.P.I. è stato quello di entrare nelle famiglie senza stravolgerne gli equilibri, costruendo interventi direttamente nei contesti di vita e facendo emergere fragilità che spesso restano invisibili.

La sinergia tra istituzioni, associazioni e famiglie ha rappresentato la vera forza di questo percorso.

I nove Comuni del Distretto continueranno a sostenere con convinzione le attività del Distretto Socio Sanitario 50, perché rappresentano un supporto concreto per le famiglie che vivono situazioni di difficoltà.

Come Comune di Valderice siamo orgogliosi del lavoro svolto e desideriamo ringraziare la direttrice Marilena Cricchio e tutti gli operatori che quotidianamente lavorano sul territorio con professionalità e dedizione».

La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti i partecipanti: il Programma P.I.P.P.I. lascia in eredità molto più di un progetto finanziato.

Lascia un metodo di lavoro, una rete di professionisti, un patrimonio di competenze e soprattutto la consapevolezza che accompagnare le famiglie nella loro quotidianità significa investire sul futuro dell'intera comunità.

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