​“Campo giovani 2026”, oggi attività nella riserva delle Saline di Trapani e Paceco

I responsabili del WWF hanno accolto i partecipanti all'iniziativa avviata da Vigili del fuoco e Ministero dell'Ambiente

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
10 Luglio 2026 18:08
​“Campo giovani 2026”, oggi attività nella riserva delle Saline di Trapani e Paceco

La Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco ha ospitato oggi una delle attività del progetto nazionale “Campi Giovani 2026 - Giovani in azione: in campo con i Vigili del Fuoco”, promossa dal Corpo e dal Ministero dell'Ambiente, come Erice nei giorni scorsi.

La direttrice della Riserva, Silvana Piacentino, affiancata dall’esperto operatore Gerardo Cortellaro, hanno accolto la trentina di giovani che partecipa all’iniziativa, realizzata nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, con l’obiettivo di promuovere tra le giovani generazioni la cultura della tutela ambientale, della prevenzione dei rischi e del buon governo del territorio. La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco è stata individuata tra sole sette aree naturali protette italiane coinvolte nell’iniziativa, unica area protetta della Sicilia ad ospitare una delle giornate del programma nazionale.

Accompagnati dal personale della Riserva e dai Vigili del Fuoco, i circa trenta ragazzi di età compresa tra 15 e 17 anni, “hanno vissuto un’esperienza sul campo, osservando da vicino uno dei paesaggi culturali e naturalistici più rappresentativi del Mediterraneo. – è riportato in una nota diffusa dalla stessa Riserva – La visita ha permesso di comprendere come, nelle Saline di Trapani e Paceco, la tradizionale produzione del sale marino non rappresenti soltanto un’attività economica ma costituisca ancora oggi un elemento fondamentale per la conservazione degli habitat e della straordinaria biodiversità che caratterizza questo sito della Rete Natura 2000. Un esempio concreto di come uomo e natura possano convivere in equilibrio quando il territorio viene gestito secondo principi di sostenibilità”.

“Nel corso della mattinata i giovani hanno osservato le numerose specie di avifauna che popolano le vasche della Riserva, il mulino a vento recentemente restaurato, gli habitat salmastri e l’Artemia salina, piccolo crostaceo fondamentale nella catena alimentare dei fenicotteri. – raccontano gli operatori del WWF – Grande interesse ha suscitato anche la scoperta della Teia dubia, raro bruco strettamente legato agli ambienti salmastri delle saline trapanesi, testimonianza della straordinaria ricchezza biologica custodita dalla Riserva”.

I giovani hanno anche parlato con la direttrice della Riserva delle sfide quotidiane che comporta la gestione di un’area protetta inserita in un territorio fortemente antropizzato, dove conservazione della natura, attività economiche, produzione del sale e presenza dell’uomo devono trovare un equilibrio costante.

La visita ha rappresentato, inoltre, un’occasione per approfondire il tema della prevenzione degli incendi boschivi e di vegetazione, discutendo con i ragazzi sul ruolo fondamentale della prevenzione, della tempestiva segnalazione e dei comportamenti responsabili, nonché delle attività che l’Ente Gestore realizza da anni, anche in collaborazione con la protezione civile per salvaguardare uno dei più importanti ecosistemi umidi del Mediterraneo.

“Essere stati scelti dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito di questo progetto nazionale rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione. – dichiara Silvana Piacentino – L’educazione ambientale è uno degli strumenti più efficaci per costruire una cultura della tutela. Far conoscere ai giovani questi luoghi significa renderli consapevoli del loro straordinario valore e dimostrare concretamente che la tutela della biodiversità non è un limite allo sviluppo, ma può convivere e rafforzarsi reciprocamente con attività sostenibili come la produzione del sale. La scelta del Ministero – conclude la direttrice – rappresenta anche un importante riconoscimento del lavoro che ogni giorno viene svolto nella gestione della Riserva”.

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