Ancora un cambio di campo per il Trapani. Domenica i granata saranno di scena al “Giorgio Matranga” di Castellammare del Golfo, dove alle 15 affronteranno la Nuova Igea Virtus. Un altro trasloco per la squadra di Aronica, costretta a giocare lontano dal proprio impianto e, questa volta, anche senza pubblico sugli spalti.
La gara è stata spostata a Castellammare per l’indisponibilità del Mokarta e per l’assenza di una certificazione di agibilità aggiornata dell’impianto. La Prefettura ha inoltre disposto lo svolgimento della partita a porte chiuse. Una cornice insolita per una sfida che, sul campo, mette di fronte due squadre che arrivano all’appuntamento con stati d’animo decisamente diversi.
La Nuova Igea Virtus si presenta infatti dopo il successo spettacolare ottenuto mercoledì contro la Vibonese. I giallorossi hanno ribaltato una partita che li vedeva sotto 1-3, imponendosi alla fine per 4-3. Un risultato che ha portato la formazione di Barcellona Pozzo di Gotto a quota sette punti in classifica.
Il Trapani, invece, è ancora alla ricerca della prima gioia stagionale. Tre partite e altrettante sconfitte per i granata, battuti all’esordio dalla Vibonese, poi ad Avola e infine dalla Nissa. L’ultimo 2-0 ha lasciato la squadra all’ultimo posto, a -5 punti per effetto della penalizzazione, e ancora senza gol segnati.
La partita contro l’Igea Virtus rappresenta quindi un altro passaggio importante per la squadra di Aronica. Dopo un avvio di campionato complicato, il Trapani dovrà cercare di interrompere la serie negativa e muovere finalmente la classifica.
A rendere particolare la vigilia c’è anche l’assenza del pubblico. La Nuova Igea Virtus ha espresso il proprio rammarico per l’impossibilità di contare sul sostegno dei tifosi, invitando la propria gente a non raggiungere l’impianto di Castellammare.
Intanto resta sullo sfondo anche la vicenda giudiziaria.. Dopo i recenti pronunciamenti cautelari, l’attenzione della società e dell’ambiente granata è rivolta alla decisione di merito del Tar, ancora attesa. Una partita che si gioca dunque su due fronti, ma domenica, almeno per novanta minuti, a parlare sarà soprattutto il campo.