Trapani Scherma: maratona a Riccione tra sacrifici, risultati e limiti strutturali

Dalla trasferta-laboratorio di Riccione emergono prestazioni importanti e grande spirito di squadra

Pamela
Pamela Giacomarro
06 Maggio 2026 11:31
Trapani Scherma:  maratona a Riccione tra sacrifici, risultati e limiti strutturali

Quella di Riccione non è stata una semplice trasferta, ma una vera e propria maratona sportiva fatta di chilometri, sacrifici e passione. Per la Trapani Scherma le pedane del PlayHall hanno rappresentato molto più di un palcoscenico nazionale: sono state il luogo in cui una società intera ha misurato la propria voglia di restare competitiva nonostante difficoltà economiche, carichi organizzativi pesanti e risorse spesso limitate.

Tutto è iniziato il 22 aprile con la partenza di Sofia Di Vittorio, accompagnata dal maestro Enzo Morghese, in quello che per molti in società è stato definito quasi un “viaggio della speranza” verso l’Emilia-Romagna. Un trasferimento lungo e impegnativo che inevitabilmente ha inciso anche sulla condizione atletica della giovane fiorettista. Impegnata nel Campionato Nazionale Gold Cadetti di fioretto femminile, Di Vittorio ha comunque mostrato carattere e determinazione, riuscendo a centrare una vittoria significativa nel girone contro Sofia Dogaru della società bolzanina. Un risultato che non cancella l’amarezza per una prestazione non espressa al massimo del potenziale, ma che conferma allo stesso tempo margini di crescita importanti e una prospettiva tecnica ancora tutta da sviluppare.

La spedizione trapanese, però, non si è fermata lì. A Riccione, Enzo Morghese ha incarnato più ruoli nello stesso arco di pochi giorni, diventando il simbolo della versatilità e della dedizione assoluta alla causa. Dopo aver seguito da maestro la gara di Sofia, è rimasto sul campo come addetto alla gestione informatica delle competizioni Gold fino al primo maggio, per poi tornare in pedana il giorno successivo come atleta nella categoria Master.

Ed è proprio nella rassegna Master di spada che la Trapani Scherma ha vissuto un altro capitolo intenso, con oltre 140 partecipanti suddivisi nelle varie categorie. Nella categoria 1 hanno preso parte Vincenzo Di Giorgio, Marco Fonte, Salvatore Andolina ed Enzo Morghese, mentre nella categoria 2 è sceso in pedana Fabrizio Miceli, presenza costante del gruppo. Le gare non sono mancate di episodi significativi e anche di una buona dose di sfortuna, come nel caso di Vincenzo Di Giorgio, che si è trovato nel girone il campione del mondo in carica Federico Bollati, ritrovandolo poi anche nelle eliminazioni dirette, con il cammino inevitabilmente interrotto. Tra le note più positive spicca invece proprio Morghese, capace di superare con autorità le fasi preliminari e di imporsi con un netto 10-5 contro un avversario di vertice del tabellone, confermando una qualità tecnica di assoluto livello nonostante il doppio impegno tra organizzazione e competizione.

Il giorno successivo l’attenzione si è spostata sulla prova a squadre di Serie A, dove la società è riuscita a presentarsi con due formazioni grazie all’arrivo fondamentale di Mattia Antoci, unico atleta di categoria 0. In pedana sono scese Trapani Scherma 1, composta da Di Giorgio, Fonte e Antoci, e Trapani Scherma 2 con Morghese, Andolina e Miceli. La prima squadra ha offerto una prestazione di grande sostanza, riuscendo anche a superare Mantova Scherma prima di fermarsi contro una delle finaliste del torneo, lasciando comunque un segnale importante sul piano della competitività.

Il risultato assume ancora più valore se letto insieme alle assenze pesanti che hanno condizionato la composizione del gruppo: da un lato Maniscalco, fermato da un infortunio e da un intervento alla spalla, dall’altro Giorgia Signorato, assente per impegni lavorativi. Due mancanze che hanno ridotto le possibilità di rotazione ma non lo spirito complessivo della squadra.

Archiviato il capitolo Master, la Trapani Scherma guarda già ai prossimi appuntamenti. Il 6 maggio il maestro Morghese tornerà ancora una volta a Riccione per seguire Lelio Brancato al prestigioso Gran Premio Giovanissimi “Renzo Nostrini”, nuova tappa di un calendario fitto che continua a mettere alla prova la struttura della società.

Resta però una riflessione inevitabile. Dietro ai risultati e all’impegno in pedana, emerge con forza il tema delle difficoltà organizzative ed economiche che limitano la crescita del movimento. La mancanza di risorse e di sponsor adeguati ha impedito a diversi atleti meritevoli di partecipare a competizioni di questo livello, riducendo le possibilità di confronto e crescita.

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