Ci sono incontri che vanno oltre i confini di una lezione e diventano occasioni preziose di crescita umana e civile. È quanto vissuto dagli studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Nautico “Marino Torre” di Trapani, che, presso il Tribunale di Trapani, hanno avuto oggi il privilegio di incontrare Marlene Ciaccio Montalto, la figlia del magistrato Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Valderice nel 1983. Erano presenti e sono intervenuti Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Trapani, Andrea Genna, ex presidente dello stesso Tribunale e collega di Giangiacomo Ciaccio Montalto, e i magistrati Theo Marroccoli e Giulia Sbocchia.
Attraverso il racconto, i ragazzi hanno potuto conoscere non soltanto la figura di un uomo che ha dedicato la propria vita alla magistratura, ma anche il volto più intimo e autentico di un padre, di un marito, di una persona con le proprie passioni, i propri affetti e il proprio modo di guardare al mondo. Tutto questo è accaduto dopo la partecipazione di alcuni nostri alunni alla regata commemorativa di domenica, organizzata in collaborazione con la Lega Navale di Trapani.
La testimonianza ha restituito ai giovani una storia fatta di impegno, dedizione e coraggio, ma anche di ricordi familiari, aneddoti e momenti di quotidianità. È proprio attraverso questi dettagli che la figura di Giangiacomo Ciaccio Montalto ha smesso di essere soltanto un nome legato a una tragica pagina della storia del nostro Paese, per diventare una persona viva nella memoria di chi lo ha conosciuto e continua a custodirne il ricordo. Particolarmente significativo è stato scoprire il suo legame con il mare e la passione per la pesca subacquea.
Un aspetto che ha creato una naturale sintonia con gli studenti del Nautico “Marino Torre”, per i quali il mare rappresenta non soltanto un ambiente di studio e di lavoro, ma anche un orizzonte di esperienze, conoscenze e aspirazioni. Il racconto di questa passione ha mostrato come, dietro il ruolo pubblico di un magistrato, ci fosse un uomo capace di trovare nel mare uno spazio di libertà, di serenità e di profondo contatto con la natura.
Accanto all'amore per il mare, è emersa anche la passione per la musica, ulteriore testimonianza della ricchezza della sua personalità. Il racconto si è poi soffermato sul suo impegno professionale, sul rapporto con gli altri magistrati e sul metodo rigoroso con cui affrontava il lavoro di ricerca. La passione per la magistratura non appariva come una semplice scelta professionale, ma come una vera vocazione, sostenuta dal senso del dovere, dalla ricerca della verità e dalla consapevolezza della responsabilità che il proprio ruolo comportava.
Ascoltare queste esperienze ha offerto ai ragazzi l'opportunità di riflettere sul significato della giustizia e sull'importanza di un lavoro condotto con serietà, competenza e integrità. Uno dei momenti più intensi della testimonianza è stato il ricordo del giorno in cui il magistrato venne ucciso. La narrazione di quella giornata ha inevitabilmente riportato al dolore di una famiglia colpita da una violenza ingiusta, ma ha anche permesso di comprendere quanto profonde siano le ferite lasciate dalla mafia nella vita delle persone e nella storia delle comunità.
Dietro ogni vittima non c'è soltanto una vicenda giudiziaria o una data da ricordare, ma una vita interrotta, una famiglia privata dei propri affetti e un patrimonio di esperienze che continua a vivere attraverso la memoria. Per gli studenti ascoltare direttamente la voce di una familiare ha avuto un valore particolare. La storia di Giangiacomo Ciaccio Montalto continua così a parlare alle nuove generazioni. E nel ricordo di chi ha creduto nella giustizia e ha dedicato a essa il proprio impegno, i giovani possono trovare non soltanto una pagina da conoscere, ma un esempio da cui trarre ispirazione per diventare cittadini consapevoli, responsabili e liberi.
“La mafia può spezzare una vita, ma non può cancellare il valore di ciò che quella vita ha rappresentato – spiega la Dirigente Scolastica, professoressa Vita D’Amico - e l’incontro di stamattina è stato capace di regalare molti spunti di riflessione alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi. La nostra opera non può che essere indirizzata verso il perseguimento di valori civici che devono essere coltivati e tenuti vivi. Esperienza come questa sono un arricchimento inestimabile”.
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