“La cappelletta di San Cusumano non è soltanto un simbolo religioso. È un pezzo della memoria di Erice, un luogo che da sempre accompagna la vita della nostra comunità. Chi ha scelto di vandalizzarla non ha fatto una semplice ‘ragazzata’, ma ha compiuto un gesto da vigliacchi che dimostra disprezzo per la storia, per la devozione di tanti e per ciò che appartiene a tutti”. Così interviene la sindaca di Erice, Daniela Toscano, apprendendo dell’azione vandalica scoperta e pubblicata da “Core Tv”. Si tratta della cappelletta votiva nel tratto della strada provinciale 20 che da Trapani conduce a Pizzolungo, nel litorale ericino.
“Ignoti hanno divelto la grata in ferro che proteggeva la nicchia e hanno danneggiato l’immagine sacra custodita al suo interno”, scrive la redazione di Core Tv in un articolo corredato di foto (qui riportata con riquadro della sindaca), e ricorda che l’antica edicola “rappresenta uno dei segni della devozione popolare legata a San Cusumano, toponimo che la tradizione riconduce all’antico culto dei santi Cosma e Damiano”.
“A chi è stato – scrive la sindaca sulla pagina social del Comune – dico una cosa molto semplice: non avete semplicemente danneggiato una cappelletta. Avete offeso un'intera comunità. E per questo non ci saranno alibi”.
“Il problema non è soltanto ciò che è stato distrutto. – continua – Il problema è l'idea che si vuole far passare, ovvero che tutto possa essere sfregiato, che niente meriti rispetto, che il bene comune non abbia più valore. È questa mentalità il vero nemico che dobbiamo combattere. Erice non può rassegnarsi. Non possiamo accettare che ogni atto di inciviltà venga liquidato come una bravata. Lo stesso vale per chi abbandona rifiuti, devasta spazi pubblici o deturpa il nostro patrimonio, fenomeni che stiamo combattendo con grandi sforzi e altrettante difficoltà. Cambia il gesto, ma è identico il disprezzo verso la nostra città e verso chi la vive e la ama ogni giorno”.
“Mi auguro che chi sappia qualcosa trovi il coraggio di parlare. – conclude Daniela Toscano – Il silenzio protegge chi pensa di poter distruggere impunemente ciò che appartiene a tutti. E a chi ha paura di esporsi dico che può parlarne con me. Il mio numero di telefono lo conoscete tutti. Non dobbiamo aver paura di denunciare chi merita di essere denunciato”.