C’è un momento preciso in cui il sistema di tutela rischia di interrompersi. È il giorno del diciottesimo compleanno. Per molti ragazzi quel passaggio coincide con l’inizio dell’età adulta. Per altri, che hanno vissuto fuori dalla famiglia di origine su provvedimento dell’autorità giudiziaria, può trasformarsi in un salto nel vuoto.
Il Distretto Socio Sanitario 50 di Trapani sceglie di non lasciare soli questi giovani. E lo fa con l’attivazione della misura nazionale Care Leavers, un progetto triennale finanziato con 165.441,18 euro (D.D.G. n. 3401/2024), che accompagnerà i ragazzi fino ai 21 anni verso un’autonomia reale e sostenibile.
Il Distretto, composto dai nove Comuni di Trapani (capofila), Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Misiliscemi, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice, è l’unico nella provincia ad aver ottenuto il finanziamento e tra i pochi in Sicilia a sperimentare la misura. Un investimento mirato sul futuro del territorio.
Il progetto, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e realizzato in collaborazione con l’Istitiuto degli Innocenti, è rivolto ai giovani collocati in comunità residenziali, in affido eterofamiliare o in prosieguo amministrativo.
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’uscita dal sistema di tutela in un percorso accompagnato, evitando fratture e marginalità.
Tra gli strumenti previsti c’è la Borsa per l’autonomia, contributo economico fino a 780 euro mensili (per un massimo annuo di 9.360 euro), destinato a coprire spese per alloggio, utenze, alimentazione, formazione, cure, tasse scolastiche e materiale didattico.
Accanto al sostegno economico opera il Tutor per l’autonomia, figura professionale qualificata che affianca i giovani nell’orientamento scolastico e professionale, nell’accesso al lavoro e nella costruzione di un progetto di vita stabile.
Attualmente sono cinque i giovani inseriti nel percorso Care Leavers nel territorio del Distretto 50. Un numero contenuto ma significativo, che consente un accompagnamento personalizzato e mirato.
La misura, fortemente voluta dai sindaci dei nove Comuni aderenti, rappresenta un passo avanti strutturale per il welfare trapanese. I benefici sono concreti.
Per i ragazzi significa passare dall’incertezza alla progettualità. Non più una corsa contro il tempo per sopravvivere, ma la possibilità di scegliere, studiare, formarsi, lavorare con gradualità.
Per i Servizi Sociali garantisce continuità e consolida il lavoro educativo svolto negli anni precedenti, evitando il rischio di dispersione degli interventi.
Per i Comuni è anche una scelta di sostenibilità economica: investire oggi in autonomia significa prevenire il disagio cronico di domani e ridurre i costi sociali futuri legati a marginalità ed esclusione.
«Questo progetto colma un vuoto istituzionale e dà senso al percorso fatto in comunità o in affido – sottolinea la direttrice del Distretto Socio Sanitario 50, Marilena Cricchio – non come un parcheggio temporaneo, ma come un vero lancio verso il futuro».
Care Leavers non è solo un finanziamento: è una scelta di responsabilità. È il ponte necessario tra protezione e indipendenza. Ed è un segnale chiaro: il territorio non si gira dall’altra parte quando i suoi giovani più fragili chiedono di costruire il proprio domani.
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