Sette proscioglimenti, “perché il fatto non sussiste”, hanno chiuso, dopo quasi sei anni, la vicenda giudiziaria riguardante il laboratorio di analisi Emolab di Alcamo, accusato nel 2020 di presunte irregolarità nell'analisi dei tamponi in periodo di Covid.
Ieri, il giudice dell’udienza preliminare di Trapani, Massimo Corleo, ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Fabio Benedetto Di Giorgi e Roberto Evola e sentenza di assoluzione nei confronti di Michele Amabene, Mairilisa Barranca, Salvatore Ciacio, Cristian Pipitone e Massimiliano Terrasi (quest'ultimi con il rito abbreviato).
La vicenda, in piena pandemia, ebbe una grande eco mediatica.
“Vivo apprezzamento e soddisfazione” è espressa dall'avvocato alcamese Vincenzo Abate, legale di Barranca, Evola e Pipitone. “La decisione assunta dal Tribunale di Trapani – aggiunge – elide definitivamente ogni possibile dubbio sulla integrità e correttezza dell’operato dei miei assistiti. Finalmente si chiude un lungo e tortuoso procedimento che, a mio sommesso avviso, avrebbe già dovuto avere il suo epilogo qualche anno fa”.
Gli imputati sono stati assistiti, oltre che da Abate, dagli avvocati Simone Sabattini, Pietro Riggi, Francesco Galati, Vincenzo Catanzaro, Tommaso Pensabene Lionti e Giuseppe Farina.