Un’ordinanza con decorrenza immediata è stata emessa oggi dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, dopo diverse settimane di segnalazioni di acqua contaminata in numerose strade cittadine comprese tra la via Fardella e il Lungomare Dante Alighieri.
Il provvedimento, “contingibile e urgente”, conferma l’ordinanza n. 20 dello scorso 12 marzo, e impone “il divieto di utilizzo dell’acqua per gli usi idropotabili provenienti dalla condotta idrica comunale delle vie sottoelencate ivi comprese quelle oggetto dell’O.S. n. 20 del 12/03/2026: Via N. Fabrizi; Via L. Bassi tra la Orlandini e la Via Dei Mille; Via Dei Mille; Via Nausicaa tra Via Orlandini e Piazza XXI Aprile; Via Dalmazia; Via Orlandini tra la Litoranea Dante Alighieri e la Via L. Bassi; Via R. Passeneto; Via N. Riccio; Via Serraino Vulpitta; Via XX Settembre tra la via Orlandini e via N. Bixio; Via Selinunte tra la Via Della Pace e Via Della Salute”.
“Negli ultimi giorni – si legge nell’ordinanza odierna – sono prevenute presso questo ufficio S.I.I. (servizio idrico integrato, ndr) diverse segnalazioni di acqua maleodorante prelevate da utenti residenti in varie vie cittadine alcune coincidenti con l’area dell’episodio sopra citato, altre nelle immediate vicinanze”, e riporta che “nelle more dell’individuazione delle cause dell’evidenza rilevata, si è proceduto ad effettuare una ulteriore campagna di chiusure a scopo cautelativo delle prese idriche in corrispondenza delle segnalazioni ricevute ed in particolare nella zona compresa tra la Piazza XXI Aprile - Via Nausicaa presso piazza XXI Aprile - Via N. Fabrizi, Via L. Bassi, Via Dei Mille, Via Dalmazia, Via R. Passeneto, Via N. Riccio, Via Orlandini”.
“Si è provveduto altresì ad effettuare numerosi prelievi in collaborazione con i tecnici dell’ASP di Trapani, in corrispondenza dei civ. segnalati all’interno del perimetro in questione, per i quali si attendono gli esiti di laboratorio che confermeranno o meno l’esistenza di parametri non conformi alla norma igienico sanitaria; altri campionamenti sono in itinere – aggiunge – sia sulle condotte di adduzione che sono state opportunamente sezionate, sia presso le abitazioni viciniori; nelle more dell’individuazione delle cause dell’evidenza rilevata, le acque di che trattasi devono intendersi non idonee per gli usi idropotabili fino all’individuazione del focolaio di inquinamento”.
Nell’ordinanza si dispone infine “di assicurare alle utenze cittadine d’interesse, il servizio sostitutivo a mezzo di autobotti con oneri a carico del comune”.
Tuttavia, l’autobotte inviata dal Comune non basta a soddisfare il fabbisogno di centinaia di famiglie, e diventa inevitabile e frequente il ricorso alle autobotti private, con costi che pesano nei bilanci familiari e dei condomini. E fino a quando non saranno individuate e risolte le fonti di contaminazione batterica, non saranno riaperte le prese idriche che sono state chiuse dal Comune a scopo cautelativo.