Ancora acqua contaminata a Trapani, da via Nicolò Fabrizi a via Nicolò RIccio, e segnalazioni anche in via Orlandini, via Natale Augugliaro e in altre zone già colpite nei mesi scorsi. Su queste basi, la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha chiesto formalmente al presidente del consiglio comunale di Trapani, Alberto Mazzeo, di convocare subito un consiglio comunale straordinario e aperto.
"Non è un incidente. È una costante per la quale non bastano le affannate spiegazioni dell’assessore Giuseppe Pellegrino – dichiara Ciminnisi –. A marzo un'ordinanza vietava di bere l'acqua in un'intera zona della città. Oggi ci risiamo. Le famiglie trapanesi in alcuni quartieri aprono il rubinetto con la paura di bere acqua contaminata. E’ roba da terzo mondo".
La deputata denuncia anche un'altra criticità: quando l'acqua torna potabile, nessuno controlla che si mantenga tale. "Si riapre il rubinetto e si spera. Ma la salute non può dipendere dalla speranza. E quando arriva una segnalazione, si chiude solo il contatore di chi ha protestato, lasciando altri esposti allo stesso rischio".
Per questo Ciminnisi ha chiesto che al consiglio comunale aperto seggano, insieme all'amministrazione, anche l'ASP, l'Arpa, la Protezione Civile e la Prefettura: "il problema è ormai divenuto una questione di salute pubblica. Così non si può andare avanti. Di fronte alla inadeguatezza delle risposte del Comune è necessario che tutte le istituzioni operino insieme, nella stessa stanza, con le stesse informazioni".
"I cittadini trapanesi hanno diritto di sapere cosa si sta facendo per evitare che accada ancora. Per questo – conclude la deputata trapanese – chiediamo un consiglio comunale aperto: perché su un tema come la salute pubblica non ci possono essere zone d'ombra".