«Se i mezzi ordinari dei Comuni non sono sufficienti, la Regione metta in campo tutte le strutture e gli strumenti disponibili, coinvolgendo, se necessario, anche la Protezione civile regionale. Non è più tempo di attendere: serve una risposta reale all’emergenza che stanno vivendo Trapani e, in misura minore, Erice».
La deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi torna a sollecitare un intervento immediato della Regione Siciliana sull’emergenza legata alla contaminazione dell’acqua che da tempo interessa il territorio trapanese.
«Da giorni, e in alcuni casi da mesi – sottolinea Ciminnisi –, ci sono famiglie a Trapani e a Erice che hanno la certezza di non poter utilizzare l’acqua che arriva dai rubinetti di casa. Ad Erice il problema dell’acqua torbida si trascina da tempo, senza che sia stata ancora chiarita con certezza l’origine del fenomeno. A Trapani continuano a riproporsi criticità sulla rete e sulla qualità dell’acqua erogata in una intera porzione di città».
«Il servizio sostitutivo – continua – non riesce a soddisfare tutte le legittime richieste di trapanesi, che non stanno chiedendo un privilegio, ma semplicemente ciò che dovrebbe essere garantito a tutti: l’acqua».
La deputata evidenzia come l’individuazione del nuovo gestore idrico rappresenti un passaggio dal quale ci si augura possano finalmente arrivare risposte strutturali ai problemi che il territorio vive da troppo tempo. «Ma nel frattempo – conclude – l’emergenza, va governata, non semplicemente subita. Non è accettabile che nel 2026 una famiglia debba ancora chiedersi come procurarsi l’acqua potabile per le proprie necessità quotidiane. Che facciamo, lasciamo che cittadini rimedino da soli all’emergenza continuando ad acquistare l’acqua dai privati? La Regione deve assumersi la responsabilità di intervenire sostituendosi quando necessario, ai comuni se questi non sono nelle condizioni di assicurare ai cittadini un bene primario ed essenziale come l’acqua».