​Turismo: Capodanno sottotono in Sicilia: occupato meno di un posto letto su due

Tra il 30 dicembre e l’Epifania l’Isola si ferma al 44,45% e scivola al terzultimo posto in Italia

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
04 Gennaio 2026 11:05
​Turismo: Capodanno sottotono in Sicilia: occupato meno di un posto letto su due

Dopo le discrete presenze registrate durante il Natale, il turismo siciliano rallenta nel periodo di Capodanno e dell’Epifania. Neppure lo spettacolo offerto dall’Etna è bastato a spingere le prenotazioni: secondo i dati del ministero del Turismo e di Enit, il tasso di occupazione dei posti letto nell’Isola si è fermato al 44,45%, uno dei valori più bassi a livello nazionale.

A incidere sulla capacità della Sicilia di attrarre visitatori per soggiorni di pochi giorni sono anche le difficoltà nei collegamenti. L’alta velocità ferroviaria non raggiunge l’Isola, gli spostamenti stradali possono risultare complessi e l’aereo rimane il principale mezzo per chi arriva da lontano. Durante le festività, però, l’aumento delle tariffe dei voli può rendere più costosa una breve vacanza in Sicilia.

Una situazione che potrebbe avere spinto una parte dei viaggiatori verso destinazioni montane e regioni del Centro Italia più facilmente raggiungibili, capaci di affiancare alle attrazioni naturalistiche anche offerte legate ad arte, cultura ed enogastronomia.

Sicilia terzultima per occupazione dei posti letto

Il monitoraggio del ministero del Turismo e di Enit colloca la Sicilia al terzultimo posto in Italia con il 44,45% di occupazione, davanti soltanto alla Calabria, ferma al 41,94%, e alla Lombardia, al 41,31%.

Risultati migliori sono stati registrati in diverse regioni del Centro e del Sud. La Basilicata raggiunge il 50,28%, l’Abruzzo il 51,5% e l’Umbria il 56%.

Più contenuti i numeri della Toscana, con il 47,45%, delle Marche, al 46,7%, e della Liguria, al 47,5%. L’Emilia-Romagna registra il 44,4%, mentre il Lazio si attesta al 48,5%, il Veneto al 48,23% e il Piemonte al 47,7%. In Campania il tasso di occupazione raggiunge invece il 49,5%, sostenuto anche dall'attrattività di Napoli durante il periodo di Capodanno.

Le località sciistiche guidano la classifica

A registrare i livelli più elevati di prenotazioni sono soprattutto le tradizionali destinazioni legate al turismo invernale e alla montagna.

La Valle d’Aosta raggiunge il 66,7%, seguita dalla Provincia autonoma di Trento con il 66% e dalla Provincia autonoma di Bolzano con il 64,3%. Il Friuli-Venezia Giulia si attesta invece al 50,8%.

Il monitoraggio segnala inoltre un andamento particolare nei flussi turistici: i giorni con la crescita maggiore rispetto all'anno precedente sono il 6 e il 7 gennaio, con aumenti rispettivamente del 5,7% e del 5,2% rispetto alle stesse date del 2025.

In Italia cresce il tasso medio di occupazione

Il quadro nazionale resta comunque positivo. Nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2025 e il 7 gennaio 2026, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive italiane raggiunge il 47,8%, con un incremento di 2,6 punti percentualirispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo il ministero del Turismo, il risultato permette all’Italia di superare la media registrata nello stesso periodo da alcuni dei principali concorrenti europei: Grecia al 47%, Spagna al 46,9% e Francia al 35,5%.

Cresce l'interesse dei turisti stranieri per l'Italia

I dati Enit confermano inoltre l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali durante la stagione invernale. Tra le proposte maggiormente richieste dai visitatori europei figurano arte, montagna e mercatini natalizi, mentre tra i turisti provenienti da Paesi extraeuropei riscuotono particolare interesse enogastronomia, borghi, vacanze di lusso e turismo delle radici.

Il monitoraggio, realizzato prendendo in considerazione 13 mercati esteri e numerosi tour operator, mostra che per le festività natalizie 2025-2026 le vendite della destinazione Italia sono aumentate nel 46,8% dei casi, percentuale che raggiunge il 50% nei Paesi dell’Unione europea.

In crescita anche i viaggi a lungo raggio verso l’Italia: il 43,8% degli operatori segnala un aumento, sostenuto soprattutto dai flussi provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico e mercati asiatici.

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