Trapani, un festival per un futuro con meno dislivelli sociali

Pari Opportunità tra individui diversi, le donne al centro della vita sociale cittadina

Pietro
Pietro Vultaggio
10 Settembre 2021 02:57
Trapani, un festival per un futuro con meno dislivelli sociali

Un Paese meno duale, dal punto di vista sociale, è quello che ci aspettiamo. Bisogna prendere coscienza e combattere gli stereotipi e le forme di discriminazione. Ignoranza, come ignorare di non sapere e non nella forma socratiana più alta, uccide i popoli ed il loro futuro. In tale direzione, a Trapani, una iniziativa per un futuro civile: il Festival delle identità femminili “Ma(d)re Mediterraneo” dedicato a tutte le donne afghane e a tutte le donne private della libertà e di ogni diritto, promosso dal Comune di Trapani e dalla Biblioteca Fardelliana.

Il Festival si svolge in sei giornate (dall’8 al 12 settembre) in alcuni dei luoghi più suggestivi della città e si concluderà il 16 settembre con il monologo di Francesca Reggiani alla Villa Margherita. La sessione ‘Memorie’ è dedicata all’artista trapanese, Carla Accardi, morta a Roma nel 2014. «Il festival nasce per dare vita ad un confronto, con base reale di partenza il punto di vista femminile - dichiara Rachele Minunno, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Trapani.

L’obiettivo dell’iniziativa e del progetto Trapani è Donna, da cui è nata anche la Commissione, è quello di mettere sullo stesso piano uomini e donne, inteso come Donna protagonista della vita sociale, culturale ed economica della città e non come solitamente si tende a stereotipare nel significato di ‘le donne sono migliori degli uomini’». «Con questa visione la Giunta comunale ha dato vita a ‘Trapani è donna’, uno strumento di partecipazione democratica che intende portare avanti progetti di valorizzazione delle donne in ogni campo, coinvolgendole nell’analisi delle reali criticità femminili trapanesi e proponendo azioni concrete», dice il sindaco Giacomo Tranchida.

Tema di questa prima edizione è il viaggio inteso come movimento alla scoperta di mete remote ma anche intime che appartengono alla storia dei processi umani e spirituali. «Uno spostamento che non è solo fisico ma che si traduce in una accelerazione del pensiero per scoprire destinazioni inesplorate, come una valigia piena di parole, di idee, di sentimenti», dice il direttore artistico Mariza D’Anna. 

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