L’ex sindaco di Trapani, Mimmo Fazio, replica alle accuse mosse alla sua amministrazione da parte del deputato regionale Dario Safina, in merito ai ritardi nel completamento delle opere di urbanizzazione nel quartiere Villa Rosina.
In risposta alla lettera aperta diffusa lo scorso 7 gennaio da Safina, arriva oggi una lettera aperta di Fazio, con allegata “la documentazione trasmessa dalla Regione conseguente all'accesso agli atti”, “avverso le infondate accuse nei confronti dell'amministrazione Fazio di perdita di un finanziamento a favore del territorio di Villa Rosina.
Di seguito il documento integrale a firma dell’ex sindaco.
Egregio Avvocato Safina,
qualche settimana fa, con una lettera aperta, inviata agli organi di stampa, Lei ha accusato la mia Amministrazione - cito testualmente - di "avere perso i finanziamenti destinati a Villa Rosina a causa della propria inerzia. Una responsabilità che non fu mai assunta apertamente. Anzi, nel corso di una seduta del Consiglio comunale, rispondendo a un'interrogazione dell'allora consigliere Giuseppe Pellegrino, venne fornita alla città una versione dei fatti non corrispondente alla realtà, alimentando illusioni e occultando precise responsabilità politiche. In sostanza, nonostante le sentenze favorevoli l'amministrazione Fazio non inviò mai il progetto agli uffici regionali, vanificando così l'iter di anni di programmazione e progettazione”.
Sulla questione le rispondo, come ha fatto Lei, con la medesima lettera aperta.
Credo che qualunque cittadino, a maggior ragione chi ricopre cariche politiche ed è per di più avvocato, prima di lasciarsi andare ad accuse di tale gravità abbia il dovere di approfondire e verificare la realtà dei fatti.
Poiché mai, nel periodo della mia sindacatura, ho avuto contezza di questo asserito finanziamento che sarebbe andato perduto; a seguito di quella sua lettera aperta, ho fatto quello che qualunque cittadino farebbe per accertare la veridicità di tali affermazioni: una richiesta di accesso agli atti alla Regione Siciliana.
In particolare, ho chiesto di sapere gli estremi dell'eventuale registrazione alla Corte dei Conti del D.D.G. n. 800/2004, gli estremi (numero e data) della pubblicazione del decreto e/o comunicazione del perfezionamento dell'impegno di spesa nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, la data di notifica e relativa nota di accompagnamento del D.D.G. citato presso il Comune di Trapani, gli estremi dell'approvazione della variazione in aumento del bilancio regionale per l'anno 2004 pari a 1.947.520,00 euro, considerata, dalla stessa Regione, l'insufficienza della disponibilità finanziaria presente nel capitolo di competenza al fine di poter dare completa esecuzione al DPRS n. 254/2000.
Ebbene, ho "scoperto" che la Regione ha effettivamente impegnato una spesa di 2.208.000,00 euro, relativa all'anno finanziario 2004, che, come affermato dalla stessa, non copriva totalmente il finanziamento dovuto al Comune di Trapani, che detto impegno è stato registrato alla ragioneria generale, ma che non risulta sia stato mai notificato al Comune, né sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Inoltre, non risulta sia stata mai effettuata la variazione in aumento del bilancio regionale per l'anno 2004, né sono state impegnate ulteriori somme negli anni successivi, al fine di dare completa esecuzione al DPRS n. 254/2000.
Alla luce di quanto sopra, Le chiedo, come la mia Amministrazione sarebbe dovuta venire a conoscenza dell'impegno di spesa? E come avrebbe potuto ottemperare alla trasmissione del progetto esecutivo entro i termini indicati, se, appunto, era all'oscuro dell'impegno di spesa finalizzato alla concessione del finanziamento?
D'altra parte, con nota del 22 febbraio 2023, trasmessa al Sindaco pro tempore, che richiedeva informazioni in merito al decreto della Regione Siciliana, gli stessi funzionari comunali riferivano che "interpellati i colleghi dell'ufficio legale e dei lavori pubblici, non si è riusciti a risalire alla data precisa di notifica al Comune del citato decreto”.
Pertanto, poiché né il Comune né la Regione sono stati in grado di fornire informazioni circa la effettiva notifica del decreto, se ne può dedurre che lo stesso non è mai stato notificato all'Ente.
E, non essendo stato trasmesso, né il Comune avrebbe potuto inserire la somma in bilancio, non avendone conoscenza, né avrebbe potuto presentare un progetto esecutivo, privo di copertura finanziaria, nei termini indicati nello stesso decreto. Né, anche a voler considerare efficace l'impegno di spesa di cui al D.D.G. n. 800/20024, il Comune avrebbe potuto, in quattro mesi, redigere un progetto esecutivo per il 5° stralcio dei lavori, quando ancora erano in corso quelli dei 2°- 3° e 4° lotto. Sarebbe stato un progetto campato in aria privo di effettiva rispondenza alla realtà e alle necessità.
A conferma, peraltro, che l'Amministrazione da me guidata non fosse minimamente a conoscenza del citato decreto sono le azioni poste in essere, quali l'atto d'indirizzo (delibera di G.M. n. 205 del 9 settembre 2008), con cui si dava mandato al Dirigente pro tempore di porre in essere tutte le attività necessarie per l'utilizzo delle economie prodotte nell'ambito dell'appalto dei lavori, a quel tempo in corso, per il 4º lotto funzionale, per destinarli ad ulteriori lavori nell'ambito dell'agglomerato di Villa Rosina.
Se il Comune avesse avuto contezza dell'impegno di spesa quale sarebbe stato il motivo per cui procedere in questo senso?
Non mi soffermo più di tanto sul ricordare che i lavori del quarto stralcio sono terminati a ridosso della conclusione del mio mandato amministrativo, (2012) così come non mi soffermo più di tanto sul rilevare che la sentenza del TAR con la quale veniva riconosciuto il pieno diritto del Comune al finanziamento per la riqualificazione di Villa Rosina sia passata in giudicato quando non ero più sindaco e il Comune l'abbia notificata alla Regione ben tre anni dopo.
Mi soffermo, invece, su una questione che ritengo ancor più grave, la superficialità con cui il Comune ha gestito i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa, nel periodo in cui, se non sbaglio, l'assessore competente era proprio lei, con la conseguenza di essere risultato soccombente.
Vale la pena di evidenziare che il Tar, con ordinanza istruttoria n. 77 del 12 gennaio 2022, ha "ritenuto necessario, al fine di poter emettere sentenza, di dover acquisire copia del D.D.G. n. 800 del 19.7.2004, citato nella memoria difensiva dell'Assessorato ma non depositato in giudizio, oltre a documentati e motivati chiarimenti in ordine ai fatti". Per ottemperare alla richiesta, la Regione ha prodotto il citato decreto e una memoria nella quale ha prospettato, ovviamente, la propria versione dei fatti.
Il Comune, in sede giudiziale, anziché approfondire la questione, contestando punto su punto il contenuto della memoria, anche alla luce delle modalità di concessione dei finanziamenti dei precedenti lotti, senza neanche verificare se il citato decreto fosse stato o meno notificato all'Ente, ma dando per scontato che lo fosse stato, perché lo aveva prodotto la Regione (!), senza altresì verificare neanche se fosse stato emesso provvedimento di decadenza dell'impegno di spesa di cui al più volte citato D.D.G., ha accettato supinamente la prospettazione da parte della Regione, con il risultato che i ricorsi presentati dal Comune sono stati rigettati.
Ben altro esito avrebbero potuto avere detti ricorsi se si fosse agito con più attenzione.
Ripeto, sarebbe bastata, come ho fatto io, una semplice richiesta di accesso agli atti.
Non mi aspetto, ovviamente, le sue pubbliche scuse, che sarebbero dovute, tanto è evidente la strumentalizzazione politica della sua ricostruzione. Non posso non rilevare, infatti, che, qualora non fosse stato condizionato da intenti politici, volti a scaricare responsabilità nei confronti di altri, avrebbe potuto benissimo chiedere un confronto, cui non mi sarei certamente sottratto, non solo come ex sindaco, ma anche come avvocato, per approfondire la questione.
Mi aspetto, invece, che, nell'interesse della città, che ha sempre contraddistinto la mia azione amministrativa, si faccia carico, visto il suo ruolo e la vicinanza politica con l'attuale amministrazione comunale, di promuovere tutte le azioni utili e necessarie per rivendicare il diritto al finanziamento, mai definitivamente erogato da parte della Regione, in violazione del giudicato, anche utilizzando le informazioni che le ho fornito.
Tanto dovevasi.
Avv. Girolamo Fazio