Trapani tra storia, cultura e monumenti

Nuovo articolo a cura degli studenti del "Rosina Salvo"

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
11 Luglio 2021 15:58
Trapani tra storia, cultura e monumenti

Trapani, una città piena di storia, cultura e monumenti affascinanti dei quali si parla e si sa davvero poco, adatta a chi ama riempire il proprio bagaglio culturale e portare con sé un pezzo di storia. La città si gira comodamente a piedi o in bici, possiede un bellissimo centro storico in stile Barocco con numerose chiese, monumenti e palazzi, tutti da visitare, se si ha il tempo naturalmente. Molti di questi sono poco conosciuti anche dai suoi abitanti che passeggiano per le strade quotidianamente senza sapere cosa si trova alla loro destra o davanti a loro; ragazzi che si scattano foto in posti importanti senza conoscerne il passato, il perché sia stato costruito, come e quando.

Ecco, io vi racconterò di alcune di queste importanti, ma quasi sconosciute opere che hanno portato la città ad essere com’è oggi. Famiglie Ferro e Riccio fanno parte di quella nobiltà che rese Trapani una città elegante e distinta, caratterizzata da ville sfarzose e palazzi, ad affermare il potere della nobiltà. Tra i palazzi più in vista, Palazzo Riccio di Morana, residenza dei Morana nel XVI secolo.

All’epoca il Palazzo era molto più grande rispetto a quello che si può osservare oggi probabilmente perché i proprietari, in un momento di crisi delle saline, furono costretti e vendere e a ridurre la grandezza della loro dimora. La proprietà del Palazzo passò tra i diversi eredi della famiglia fino ad essere venduto, nel 1923, alla Provincia regionale di Trapani. L’edificio si trova tra via Garibaldi e il Lungomare. La facciata che dà su via Garibaldi, quella principale, presenta quattro ordini di finestre corrispondenti ad un seminterrato, un piano rialzato, un piano nobile e un secondo piano.

Il cornicione offre una serie di statue rappresentanti le virtù dei Riccio: la fama, la prudenza, la pietà, la carità, la fortezza, la melanconia, l’abbondanza. Il portale è racchiuso in due colonne (la fortuna e la costanza) e la parte della balconata corrispondente mostra ulteriori piccole statue a ricordo della storia della famiglia nobile. Le stanze interne sono una più rappresentativa dell’altra: il salone, la sala di Apollo, la sala Rossa all’interno delle quali non si può che meravigliarsi per l’arte, la bellezza e la cura di ogni minimo particolare.

Costruito nel 1773 dall’architetto Andrea Giganti per don Giacomo Riccio, barone di Sant’Anna ed Arcudaci. In elegante stile neoclassico presenta una balconata in ferro che percorre l’intera lunghezza del prospetto. Oggi è sede della Presidenza della Provincia Regionale di Trapani. Il Castello di Terra è un'antica fortezza medievale posta nel centro urbano della città di Trapani, sul lungomare intitolato a Dante Alighieri. Il castello fu eretto nel corso del XII secolo, sui resti di una fortificazione cartaginese costruita da Amilcare (ne narra Diodoro Siculo).

Era situato alla bocca del canale che collegava il mare Tirreno al porto e chiudeva la città dal lato opposto del Castello a mare. Fu poi ampliato alla fine del XIII secolo da Giacomo II d'Aragona. Nell'Ottocento il castello fu ampliato e trasformato in caserma dai Borboni. Fu poi abbattuto in parte negli anni settanta per costruire gli uffici della Questura. Nel 1992 la Soprintendenza di Trapani ha effettuato un restauro parziale e uno scavo archeologico. Il castello è caratterizzato da un impianto a quadrilatero, con mezze torri circolari di cortina e torri rettangolari agli angoli.

Del complesso originario rimane l'intera facciata di nord-ovest, che chiude le mura di tramontana. Il Bastione dell'Impossibile risale alla prima metà del XVI secolo e fu eretto per rafforzare la cinta muraria trapanese. Le fortificazioni e il sistema bastionato cinquecentesco furono realizzati per fronteggiare l'invasione via mare della grande potenza navale turca e per garantire alle popolazioni costiere una maggiore sicurezza contro la pirateria barbaresca che da tempo minacciava i traffici marittimi dell'isola.

Fino a poco tempo fa era nascosto da alcuni edifici, abbattuti per restituire alla città ciò che, insieme al Bastione Conca, al Bastione Sant'Anna e al Castello di Terra, rimane della cinta muraria storica. Lazzaretto: nella prima metà del sec. XIII sull'isolotto di Sant'Antonio (oggi unito alla terraferma) in prossimità del porto di Trapani, venne edificata la chiesa di Sant'Antonio del Mare. L'edificio fu distrutto nel XVI secolo e dal 1831 al 1838 vi venne edificato il nuovo lazzaretto, fatto iniziare dal tenente generale Giovanbattista Fardella.

Lo scopo era quello di accogliere soggetti portatori di malattie contagiose, unitamente alle loro mercanzie, provenienti soprattutto dalle navi che arrivavano in porto, per prevenire le epidemie e limitarne la diffusione mettendoli in quarantena. Fu chiuso nel 1885 e In occasione dell'alluvione del 1976 fu utilizzato per ospitare gli sfollati. Oggi è sede della sezione trapanese della Lega navale italiana. Il comune, proprietario dell'immobile, lo aveva posto in vendita al costo di 11 milioni di euro, sollevando nel 2012 la protesta dei cittadini che lo portò ad abbandonare quest’idea.

Erika Culcasi 2^M

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