Trapani ricorda il bombardamento del 1943: l'impegno di restituire la memoria

Nel corso della cerimonia svolta oggi, annunciata la ricerca di tutti i nomi e i cognomi che perirono nei bombardamenti

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
06 Aprile 2021 16:21
Trapani ricorda il bombardamento del 1943: l'impegno di restituire la memoria

Si è svolta questa mattina, in forma ridotta causa restrizioni anti Covid, nella centralissima via XXX Gennaio la cerimonia di commemorazione per le vittime del bombardamento avvenuto a Trapani esattamente 78 anni fa, il 6 Aprile 1943. Due le corone depositate sulle colonne di quel che resta del Teatro Garibaldi, utilizzate per la realizzazione del monumento lungo la via. Ad aprire il momento solenne dinanzi il monumento dedicato ai caduti ci ha pensato Claudio Maltese, il quale, oltre ad essere promotore dell’evento, sta conducendo una ricerca sui numeri reali deceduti in quell’attacco per dare i nomi e cognomi alle vittime in provincia di Trapani.

Presenti le autorità civili, militari e religiose con la presenza del parroco di San Pietro, don Giuseppe Bruccoleri in preghiera anche per le vittime della pandemia. Assente per motivi di salute il presidente provinciale di Trapani dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Giovanni Barbiera, il quale ha fatto recapitare il suo personalissimo saluto.

Testimone del tragico evento fu il professore Salvatore Corso: «Eravamo sfollati quel pomeriggio del 6 Aprile a Misericordia; ad un certo punto vedemmo il cielo cambiare colore e le bombe cadere. Mio padre rimase tra le macerie per lunghe ore: fu abbattuto un muro portante per liberarlo. Ferite invece mia madre e mia zia, salvate solamente da una porta in legno che le coprì le teste. Tornammo a Trapani solo dopo i bombardamenti e accesi al primo piano della mia casa distrutta arrampicandomi tra le macerie di ciò che ne rimaneva».

A rappresentare il Prefetto era presente il Capo Gabinetto della Prefettura, Dott. Luciano Zanta Platamone: «Per me è un grande onore essere qui perché cittadino trapanese come tutti voi e poter rendere onore a tutti i nostri concittadini che 78 anni fa hanno perso la vita in occasione di una delle più drammatiche tragedie che non solo la nostra città, ma anche tutto il nostro paese abbia mai vissuto per mano del nemico: la seconda Guerra Mondiale. La nostra città – ha proseguito - ha pagato un prezzo altissimo: si ricorda che è stata terza solo dopo l’isola di Pantelleria e la città di Cassino per distruzione nel centro abitato.

Fu bombardato tutto il centro storico, perdendo due importanti centri come la Chiesa di San Michele, vecchio scrigno dei Sacri Gruppi dei Misteri, e il teatro Garibaldi. Questo può darci la misura della guerra, che ci sottrae non solo le persone care, ma anche gli edifici, la testimonianza della nostra storia che rischiamo di perdere per sempre se non ne manteniamo vivo il ricordo come stiamo facendo oggi». «Custodi del passato ma cultori del futuro anche a fronte della nuova guerra pandemica, uniti e solidali, ognuno per la propria parte, in vista di una nuova primavera.

Trapani resusciterà con la forza, la generosità e l’ingegno laborioso di cui è stata testimone e protagonista nei secoli». Queste le parole di un commosso Giacomo Tranchida che ha preso l’impegno, con Claudio Maltese, di poter rendere il giusto omaggio ai nomi e cognomi delle vittime cadute in città e poter leggere per sempre la memoria, la nostra. 

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