| La terza edizione di Identità Perdute, rassegna promossa dalla Fondazione Nova Civitas ETS con il sostegno della Regione Siciliana, dell’ARS e del Ministero della Cultura, arriva al suo nuovo appuntamento.Domani, domenica 30 novembre, sarà Italo Bocchino il protagonista dell’incontro dedicato alle dinamiche politiche italiane e al suo ultimo saggio, “Perché l’Italia è di destra”.L’evento si terrà eccezionalmente al Museo San Rocco, in via Nunzio Nasi 1 a Trapani, con inizio alle ore 17.30.
Giornalista, saggista e protagonista della vita politica nazionale per diversi decenni, Bocchino ripercorre nel volume la lunga traiettoria che ha portato l’elettorato italiano a consolidare, nelle fasi decisive della propria storia, una spinta costante verso la destra. Dal 1948 alla stagione berlusconiana, fino al voto del 2022, l’autore analizza continuità, mutazioni e nuovi orizzonti di una compagine politica che, secondo la sua lettura, è oggi pienamente legittimata dal consenso.
Con uno stile diretto, documentato e spesso provocatorio, Bocchino mette in discussione alcuni dei luoghi comuni più diffusi: dal mito dell’“uomo forte” alla retorica sull’isolamento internazionale; dal familismo alla presunta fragilità della classe dirigente conservatrice. E affronta i nodi irrisolti del XXI secolo: la questione demografica, i flussi migratori, il rapporto con l’Europa, la riforma delle istituzioni e l’eterno dibattito sul premierato.
Nato a Napoli nel 1967, laureato in Giurisprudenza, Bocchino ha iniziato come giornalista prima di entrare in politica. Deputato per quattro legislature, è stato capogruppo e vicepresidente di Futuro e Libertà per l’Italia, direttore del Secolo d’Italia dal 2020 al 2024 e oggi editorialista e autore. “Perché l’Italia è di destra” rappresenta il punto più maturo della sua riflessione su identità, consenso e trasformazioni profonde della destra italiana.
«Questa rassegna – sottolinea Livio Marrocco, presidente della Fondazione Nova Civitas – vuole offrire analisi, non slogan. Il libro di Bocchino si inserisce perfettamente nel nostro percorso: un contributo utile per comprendere ciò che l’Italia è diventata e ciò che potrebbe diventare».
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.Il percorso di Identità Perdute si chiuderà il 5 dicembre con Ruggero Razza e “Il Piano Mattei”. |