Una giornata intera dedicata al libro come bene comune. Trapani ha celebrato la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore con un programma diffuso promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Trapani e dalla Biblioteca Fardelliana, nella cornice del Maggio dei Libri.
Al Complesso Monumentale di San Domenico la giornata si è aperta con il seminario nazionale "La lettura condivisa a scuola e nella comunità", nell'ambito del progetto Passaparola – Leggere insieme promosso dall'Associazione Forum del Libro, che per il trentennale della Giornata Mondiale ha scelto Trapani e Palermo come tappe siciliane.
A portare il saluto di apertura, in collegamento da remoto, è stata Chiara Faggiolani, presidente del Forum del Libro, che ha salutato la comunità trapanese riunita a San Domenico, sottolineando il valore del lavoro di rete che unisce scuole, biblioteche e istituzioni culturali del territorio.
In prima fila gli studenti delle scuole della provincia, veri protagonisti della mattinata: non semplice pubblico, ma interlocutori attivi, coinvolti in una parte laboratoriale costruita sui loro bisogni, i loro interessi e le loro idee per immaginare iniziative culturali a misura di giovani lettori. Un'impostazione rivendicata dall'Assessore alla Cultura Rosalia d'Alì: «Abbiamo voluto organizzare quasi una maratona, dalla mattina fino alla sera, pensando a tante tipologie di utenti. Il Forum del Libro si è rivolto soprattutto ai giovani studenti della provincia, per affrontare con loro il tema dell'organizzazione di iniziative che possono partire proprio dai loro bisogni. È stato un momento di confronto e di ascolto attraverso i laboratori».
Sul senso della scelta di Trapani è intervenuta Paola Schellenbaum per il Forum del Libro: «Abbiamo scelto Trapani e Palermo per rimarcare l'importanza delle aree interne e più marginali, e soprattutto per imparare dalle tante realtà vivacissime che qui promuovono libro e lettura. Comunità sociale e scuola devono andare di pari passo, unendo l'intera filiera del libro. Leggere Insieme significa proprio costruire comunità di benessere attraverso la cultura».
Dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Paesaggistici della provincia di Trapani, Renato Alongi ha illustrato il lavoro della Rete delle Biblioteche provinciali: «Dal 2021 abbiamo messo a sistema le rassegne letterarie del territorio, alcune delle quali prima non si conoscevano. Oggi la rete conta 31 realtà e il 17 maggio, al Salone del Libro di Torino, presenteremo una library app: catalogo digitale con una sezione dedicata ai festival letterari, anagrafica e archivio degli appuntamenti». Alongi ha anche annunciato l'incremento dei contributi regionali alle biblioteche comunali: «Il capitolo di spesa è passato da 120.000 a circa 700.000 euro. La provincia di Trapani riceverà circa 100.000 euro per le biblioteche che hanno partecipato all'avviso».
Il tavolo ha dato voce ai protagonisti delle rassegne letterarie che animano il territorio: Giacomo Pilati, Ornella Fulco, Noemi Genovese, Stefania La Via, Barbara Lottero, Giuseppe Prode, Maria Pia Salerno, Gianluca Fiusco con la moderazione affidata, insieme a Schellenbaum, a Giuseppina Vullo. Una mappa viva di esperienze che raccontano come la provincia di Trapani sia oggi uno dei territori siciliani più densi di iniziative dedicate al libro, dalle aree urbane ai piccoli centri.
Sul fronte legislativo sono intervenuti i deputati all'Assemblea Regionale Siciliana On. Giuseppe Bica e On. Dario Safina portando al seminario le esperienze maturate all'ARS.
Nel pomeriggio, alle 17.00, la Sala Torrearsa della Biblioteca Fardelliana ha accolto i più piccoli con "In Fardelliana con BibliOrso": bibliotecarie e volontarie di Nati per Leggere Sicilia hanno proposto letture ad alta voce a bambine e bambini dai 3 ai 6 anni sul tema Sbocciano le storie. Ogni libro è una creatura viva.
A chiudere la giornata, alle 18.00 al Teatro Tonino Pardo, il penultimo appuntamento di TrapanIncontra, VIII edizione Ricostruire – La cura delle parole, curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati. Sala gremita per Alessandro D'Avenia e il suo monologo Resisti, cuore – L'Odissea e l'arte di essere mortali: oltre un'ora di teatro sospeso, in cui la voce dell'autore ha intrecciato il mito all'esistenza di ciascuno, trasformando l'Odissea in uno specchio in cui tutti, per un istante, ci si è riconosciuti.
«Ulisse è il DNA narrativo dell'Homo sapiens – ha detto D'Avenia». Sul perché i ragazzi continuino a cercare l'Odissea: «I classici sono quel luogo in cui la densità di esperienze umane è tale da offrire un antidoto per sopravvivere al tempo. Non semplicemente sopravvivere, ma vivere oltre il mero stare nella vita».
Spazio anche alla celebre tesi di Samuel Butler, che nel saggio The Authoress of the Odyssey (1897) sostenne che il poema fosse stato composto da una giovane donna e che la vera Itaca coincidesse con Trapani, con la geografia dei viaggi di Ulisse ricalcata sulla costa trapanese e sulle Egadi. Un'ipotesi rimasta minoritaria nel dibattito accademico ma profondamente radicata nell'immaginario cittadino. D'Avenia l'ha accolta: «L'intuizione di Butler, secondo cui l'Odissea sia stata raccontata da una donna, mi sembra molto interessante. L'Odissea non è altro che il racconto che Ulisse fa a Penelope nella notte del ritorno: mi piace pensare che sia filtrato dallo sguardo di lei. Senza Penelope, Ulisse non sarebbe mai tornato. E che questa Itaca sia stata interpretata come Trapani mi sembra sacrosanto: io sono siciliano e credo che chiunque venga dalla Sicilia sappia che un pezzo di Itaca sta qui».
L'Assessore alla Cultura Rosalia d'Alì ha dedicato l'incontro alla memoria del Prof. Renato Lo Schiavo, tra i più autorevoli interpreti della teoria butleriana, e ha consegnato a D'Avenia il suo volume La teoria dell'origine siciliana dell'Odissea: il cieco, la giovinetta e il malconsiglio. «Ogni sua lezione – scrissero i suoi alunni – era un'Itaca da raggiungere». Raccontare Ulisse a Trapani, nel giorno in cui il mondo celebra i libri, è stato anche un modo per continuare il suo viaggio.
Applausi lunghi a chiudere la serata, e la sensazione, condivisa in sala, di essere stati attraversati da qualcosa di essenziale.
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