“La Città di Trapani invita la cittadinanza a esprimere la propria preferenza per la destinazione dei fondi della Democrazia Partecipata 2026”, pari al 2 per cento delle somme trasferite dalla Regione Siciliana al Comune. Si legge in un post sulla pagina social dell’Ente, che continua: “In attuazione della normativa regionale, l’Amministrazione comunale ha destinato la quota di 18.998,10 euro alla realizzazione di interventi e servizi d’interesse collettivo individuati direttamente dalla comunità”.
Per il 2026, con atto di indirizzo pprovato ieri, “la Giunta Comunale ha individuato tre specifiche aree tematiche sulle quali i cittadini potranno esprimere il proprio voto: Trapani è cultura, Trapani è legalità, Trapani è affido amici a quattro zampe”.
Lo scorso anno, tra le possibili azioni di interesse collettivo, è stata scelta quella di contrasto al randagismo e tutela degli animali, con un importo disponibile di 17.348,69 euro.
Per destinare le risorse del 2026, possono esprimere la propria preferenza: “i cittadini residenti a Trapani che abbiano compiuto il 16° anno di età; i cittadini non residenti che svolgono la loro prevalente attività di lavoro o di studio nel territorio comunale; gli stranieri e gli apolidi domiciliati, anche temporaneamente, nella Città di Trapani”.
Modalità di voto e scadenze
“Ciascun partecipante può esprimere una sola preferenza per una delle tre aree tematiche, allegando obbligatoriamente copia del proprio documento di riconoscimento. Le schede di preferenza dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12:00 del 9 ottobre 2026”, via e-mail inviando il modulo all’indirizzo democrazia.partecipata@comune.trapani.it, ovvero consegnando la documentazione in busta chiusa all’Ufficio Protocollo Generale del Comune, riportando sulla busta la dicitura “DEMOCRAZIA PARTECIPATA”. “L’avviso pubblico informativo integrale e la relativa modulistica sono scaricabili dall’Albo Pretorio online e dal sito ufficiale dell’Ente.
“Si precisa che non saranno prese in considerazione le proposte anonime, incomplete, prive di documento di identità, contenenti più di un’opzione o riferite ad aree tematiche diverse da quelle stabilite”.