Trapani, al Distretto Socio Sanitario 50 confronto su politiche di contrasto alla povertà e assegno di Inclusione

Un confronto operativo per capire quali strumenti servano davvero ai territori contro povertà e fragilità

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
03 Giugno 2026 12:28
Trapani, al Distretto Socio Sanitario 50 confronto su politiche di contrasto alla povertà e assegno di Inclusione

Un momento di confronto operativo e istituzionale per leggere il presente delle politiche sociali e capire quali strumenti servano davvero ai territori per affrontare povertà, fragilità e nuove vulnerabilità.Si è svolto la scorsa settimana, al Complesso Monumentale San Domenico di Trapani, il seminario formativo territoriale promosso dal Distretto Socio-Sanitario 50 dal titolo “Politiche di contrasto alla povertà nel Mezzogiorno: l’attuazione dell’ADI e il modello operativo del Distretto 50”.Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, operatori sociali, sindaci, amministratori locali, referenti del Centro per l’Impiego, INPS, Ordine degli Assistenti Sociali e servizi territoriali, con la partecipazione anche di un referente della Banca Mondiale.Al centro del confronto, l’attuazione dell’Assegno di Inclusione, il ruolo dei servizi sociali territoriali e il lavoro di rete costruito dal Distretto 50 nei nove Comuni dell’ambito: Trapani, Erice, Paceco, Valderice, Misiliscemi, Custonaci, Buseto Palizzolo, San Vito Lo Capo e Favignana.Nel corso della mattinata sono stati affrontati temi legati alla povertà multidimensionale, all’inclusione sociale, al ruolo dell’assistente sociale case manager ADI, alle metodologie operative adottate dal Distretto e alla necessità di costruire percorsi sempre più integrati tra welfare, politiche attive del lavoro e presa in carico sociale.Marilena Cricchio, direttore Distretto Socio Sanitario 50:«Oggi il Distretto Socio-Sanitario 50 ha organizzato questo importante momento di restituzione di un lavoro che si fa giornalmente e che grazie alla Misura Nazionale del Fondo per la Lotta alla Povertà consente di garantire a numerose famiglie sul territorio distrettuale di servizi di supporto e tutoraggio alla strutturazione di un progetto personalizzato di inserimento sociale e lavorativo, ma soprattutto consente di erogare dei servizi direttamente a queste famiglie interessate che vanno dall'educativa domiciliare al sostegno al supporto domestico per la cura del dell'intero nucleo familiare.È una misura nazionale che davvero sta dando dei risultati importanti sul territorio perché arriva alle famiglie e perché finalmente segna un passaggio dalle misure prettamente assistenzialistiche perché sappiamo che la povertà educativa incide profondamente nella povertà economica, quindi la povertà non è soltanto quella economica, ma è connessa tanto a carenza di competenze per l'accesso al mondo del lavoro, ma anche è fatta di dispersione scolastica e di povertà educativa minorile.Su tutto questo il distretto ha un ruolo fondamentale di strategico programmatico per cui volevamo davvero restituire un po' e anche raccontarci come una tavola rotonda, raccontarci le criticità, gli obiettivi e i nuovi orizzonti, dove vogliamo andare e cosa dobbiamo migliorare.E questo l'abbiamo fatto in presenza delle autorità regionali, in presenza di funzionari del Ministero che si sono collegati a distanza e che hanno voluto dare la loro presenza a rappresentarci quali sono i nuovi obiettivi nazionali e soprattutto l'abbiamo fatto alla presenza dei sindaci e della comunità tutta».Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani:«Vabbè, oggi noi rassegniamo un po' lo stato dell'arte sulle azioni poste in essere dal distretto e coinvolgimento anche dei vari comuni di cui Trapani è capofila, ma il mio giudizio politico comunque è negativo sulla strategia di welfare del governo nazionale perché nel momento in cui mi togli il reddito cittadinanza e mi scarichi addosso poi una serie di contraddizioni, questo al netto dei furbetti e tu sostanzialmente crei dei problemi nei territori.A parte il fatto che la dimensione povertà è un fatto acclarato, è più presente nel mezzogiorno e dunque non riteniamo che queste siano misure sufficienti diversamente da un reddito di inclusione, invece, che potrebbe magari fare sistema con le imprese del mezzogiorno defiscalizzando anche dei costi per le imprese e favorendo una capacità assunzionale e e dunque anche sgamando chi vuole semplicemente l'assegno e magari non vuole andare a lavorare.Io credo che invece tanti poveri cristi, tante famiglie abbia bisogno di un'opportunità di lavoro e lo Stato dovrebbe avere una strategia diversa.Due, nell'ambito delle politiche di welfare, un'altra nota stonata che non è responsabilità proprio di questo governo, ma che si trascina nel tempo, riguarda per esempio l'aiuto che i comuni potrebbero dare alle famiglie in difficoltà e soprattutto alle famiglie che hanno dei disabili, soprattutto per quanto riguarda il diritto alla scuola.È inconcepibile che nel sistema scolastico italiano l'attività, per esempio, dell'ASACOM debba essere sostenuta e finanziata dal comune, cioè il supporto, la mediazione tra il bambino in difficoltà, portatore magari di un handicap legato all'aspetto della comunicazione e la insegnante che, per l'altro, l'insegnante di sostegno, debba essere a carico del sistema finanziario dei comuni.

Non ci azzecca nulla.O lo Stato e il Ministero della Pubblica Istruzione fa scuola, dal momento in cui una bambina o un bambino entra a scuola fino a quando esce, oppure sono una sorta questi espedienti che negli anni però continuano a protrarsi di pannicelli caldi che non aiutano sostanzialmente anche una scuola inclusiva.Dunque Dunque, da un lato abbiamo l'obbligo, ed è giusto che sia così, di fare un report e io ringrazio il personale del Distretto di 50, gli operatori sociosanitari e dei servizi sociali di tutti i comuni del distretto.Dall'altro, però, non mi si può tappar la bocca nel dire "È un sistema che non funziona, che presenta tanti limiti" e non è questa la risposta vera di cui ha bisogno il Mezzogiorno, la Sicilia e la provincia di Trapani, soprattutto nel momento in cui non si tiene conto dei livelli diversi dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale del sistema paese e dunque del paradosso in cui vive la Sicilia e la provincia di Trapani».Carmela Daidone, assessora Comune di Erice:«Oggi al distretto 50 verrà sviluppato un monitoraggio di tutte le attività che vengono svolte sia in durante le attività pomeridiane con i disabili mediante l'educativa domiciliare, ma soprattutto verrà chiarito verranno fatti approfondimenti in merito all'assegno di inclusione.L'assegno di inclusione è una richiesta continua perché tale assegno permette naturalmente agli utenti che ne hanno diritto di avere un importo utile a svolgere le proprie attività giornaliere e avere l'assegno di inclusione significa permettere all'assistente sociale un'analisi sul nucleo familiare, sul soggetto e pertanto anche una protezione del soggetto stesso».Giuseppe Virzì, assessore Comune di Trapani:«Sì, oggi siamo qui per un evento importante organizzato dal distretto di 50 sul contrasto sulle politiche per il contrasto alla povertà del Mezzogiorno.

Ovviamente ecco, l'evento è importante perché è rivolto a tutti gli attori che fanno parte, diciamo, della comunità e che si interessano proprio di azioni a favore, diciamo, di chi è è disagiato, di chi ha necessità di supporto.Il tema dell'ADI è, appunto, un tema importante e oggi abbiamo qui presenti sicuramente, ecco, oltre il Ministero del, appunto, diciamo, delle delle politiche sociali, anche il il referente, diciamo, del del gli assistenti sociali a livello regionale e sicuramente, ecco, il l'evento di oggi sarà un evento anche di confronto per capire quali azioni anche si stanno portando avanti E in che maniera si stanno portando avanti?Per essere siamo sempre di più a servizio della comunità».Maria Pia Zichichi, assessora Comune di Custonaci:«Oggi ci troviamo qui al Chiostro San Domenico a parlare di un tema molto particolare.

Oggi si parla di reddito di inclusione che è una risorsa fondamentale, specie nei comuni, io vengo da un piccolo comune che è il comune di Custonaci, ed è una risorsa fondamentale per andare incontro ai problemi della povertà e d'aiuto alle famiglie di sostegno dove emergono anche criticità che sono abbastanza sommerse.Sul nostro territorio abbiamo anche la fortuna di avere un centro per l'impiego, quindi, diciamo, questa collaborazione fattiva aiuta pure tanto, oltre al fatto che, grazie al contributo della dottoressa Ferrari che si adopera sul territorio di Custonaci, è stato alleviato anche il, diciamo, il peso del lavoro anche negli uffici.

Comunque sia, è importante perché, ripeto, nelle famiglie un sostegno del genere, nelle piccole comunità come la mia, sono di grande aiuto».Irene Pizzimenti, consigliera comunale San Vito Lo Capo:«Io rappresento il Comune di San Vito Lo Capo e porto anche i saluti del sindaco e di tutta l'amministrazione che oggi purtroppo non è potuta essere qui e per noi è fondamentale questo incontro, infatti ringraziamo il Distretto Socio Sanitario per averlo organizzato perché crediamo che questo tipo di servizi, che questo potenziamento, soprattutto ai servizi territoriali sia fondamentale e e che debba essere garantita anche la sua continuità perché ci siamo resi conto nel periodo trascorso, che la sinergia che si può creare tra questo potenziamento, quindi l'assist soprattutto la figura dell'assistente sociale rivolta all'ADI insieme ai servizi sociali comunali riesce riescono a meglio evidenziare e riscoprire quelle che sono le criticità e le fragilità dei cittadini, quindi questa sinergia ha permesso anche i servizi sociali territoriali comunali di poter eh trovare delle le azioni, di poter intraprendere delle azioni più rapide e preventive per il contrasto a alla alla povertà e quindi crediamo che sia fondamentale che venga che si prosegua, che si si vada avanti con con questa con questa azione e che la collaborazione, appunto, tra comuni e distretto sia ormai fondamentale e inevitabile».Giovanni Conigliaro, referente della Banca Mondiale di Trapani:«Come Banca Mondiale esprimiamo un ringraziamento al distretto di Trapani che ha promosso questo importante incontro sono questi incontri che ci consentono sia come Banca Mondiale sia come Ministero di avere il polso della situazione.I numeri che ci vengono restituiti dalle piattaforme sono numeri incoraggianti, però la vera fotografia, la vera conoscenza di come la misura stia offrendo supporto e beneficiari lo otteniamo grazie al confronto diretto con tutti gli operatori che come la giornata di oggi erano presenti, per cui ci auguriamo a nome del mistero della Regione di Banca Mondiale poter assistere a tanti altri incontri come quello di oggi e soprattutto poter contare su quelle attività di rete che oggi avete dimostrato essere presente e che sarà fondamentale per il futuro per poter ulteriormente migliorare la misura».Giuseppe Ciulla, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali in Sicilia:«Una giornata importante perché segna il la traccia di un percorso iniziato già da qualche tempo per quanto riguarda il riconoscimento del dei diritti fondamentali delle persone, quelle di essere seguiti, essere seguiti per l'inclusione sociale.Per essere sociale le persone non sono numeri, ma, ciò nonostante, il distretto è gravato di tante situazioni, di persone che chiedono aiuto e servizio al servizio sociale, quindi a tutte le agenzie del territorio che poi sono coinvolte direttamente e indirettamente nella costruzione dei percorsi di vita delle persone.Il nostro impegno qua oggi è questo qua a testimoniare che le persone hanno bisogno di progetti di inclusione veri, reali, fattibili e che quindi il coinvolgimento di agenzia per l'impiego delle risorse del terzo settore, dell'impresa dell'imprenditoria civile di del territorio di Trapani è sicuramente un progetto che coinvolge tutti, soprattutto il servizio sociale in questa funzione importante di accompagnamento».Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali Regione Siciliana:«Intanto la giornata che si è appena conclusa è una giornata che ci ridà numeri e azioni di tutto quello che il distretto ha portato avanti per quanto riguarda l'assegno di inclusione.Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare proprio i soggetti beneficiari e di come questo intervento che non è solo di natura finanziaria, ma anche di natura proprio genitoriale, di assistenza, ha permesso nell'ambito di questo distretto di portare avanti delle azioni.Un poco è stato raccontato dall'inizio le somme, le difficoltà, le problematiche di natura finanziaria, ma anche le problematiche di natura di bilancio dei vari comuni, però dico al di là di tutto questo oggi è stata la giornata in cui la giornata che c'è ha in qualche modo proprio permesso di fare il punto della situazione, ma così come dicevo all'inizio, quello che a noi interessa è ascoltare sì, ma soprattutto programmare perché quello che è stato fatto siamo stati bravi, a volte sì, a volte no, ma quello che è importante è programmare tutte quelle azioni per permettere proprio di dare ai soggetti che ne fanno richiesta, ai soggetti che sono veramente ai margini della società, sia per problemi di natura economica, ma anche di salute e quant'altro, per permettere di avere questa assistenza legata anche a questo assegno di inclusione».Tiziana Fodale, referente del Centro per l’Impiego:«Questo evento è stato sicuramente molto interessante, è un momento di incontro tra i diversi attori che fanno che agiscono nella gestione degli dei beneficiari da segno di inclusione e quindi io come rappresentante, insomma, del centro per l'impiego di Trapani ci ha fatto piacere, insomma, essere presente per poter raccontare il nostro punto di vista, quindi come gestiamo i beneficiari ADI che sono valutati dopo l'analisi multidimensionale dei servizi sociali come occupabili e quindi l'avvio la presa in carico e l'avvio alle politiche attive di queste di queste persone perché la cosa insomma più importante che dovrebbe essere realizzata è che il passaggio attraverso questo strumento di sostegno al reddito sia un passaggio quanto più rapido possibile per quello che ci preme insomma sottolineare appunto il fatto di trovare poi facilmente una occupabilità alle persone attraverso anche il nostro servizio di incrocio domanda offerta».Il seminario ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e amministrazioni locali sul futuro delle politiche di inclusione sociale nel territorio trapanese.Un confronto che ha confermato la centralità del lavoro di rete e la necessità di rafforzare strumenti, servizi e percorsi di presa in carico per sostenere concretamente le famiglie più fragili e contrastare le nuove forme di povertà nel Mezzogiorno.

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