Durante una perquisizione domiciliare dei carabinieri, avrebbe provato a disfarsi di una pistola carica e con colpo in canna, lanciandola da una finestra dello stabile. Si tratta di un marsalese di circa 25 anni, imparentato con i due marsalesi, padre e figlio, indagati per l’aggressione a coltellate avvenuta presso un bar di Marsala lo scorso 2 agosto.
Su richiesta della Procura di Marsala, il Gip ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica, nei confronti del giovane che deve rispondere di detenzione illecita di arma da sparo e ricettazione.
Il provvedimento, eseguito lo scorso 7 agosto ma reso noto oggi, “scaturisce da una perquisizione domiciliare eseguita d’iniziativa, pochi giorni prima, dai Carabinieri di Marsala, – riporta una nota del Comando provinciale di Trapani – nel corso della quale l’indagato veniva notato lanciare dalla finestra dell’immobile una pistola calibro 6,35 con un colpo incamerato e il relativo caricatore inserito, contenente cinque cartucce dello stesso calibro”.
“Si rappresenta – evidenziano gli stessi investigatori – che il soggetto vanta un rapporto di parentela con i soggetti, padre e figlio, che risultano essere indagati per la violenta aggressione mediante coltello avvenuta lo scorso 2 agosto nei pressi di un esercizio pubblico a Marsala”; fatti per i quali padre e figlio sono sottoposti alla misura degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica. Terminate le formalità di rito, anche il venticinquenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica nella propria abitazione.