​Strage di Pizzolungo, studenti trapanesi ricostruiscono la vicenda giudiziaria all’Ars

Ciminnisi (M5S): “La memoria diventi metodo”, Margherita Asta: “Una ricostruzione che appartiene alla storia del Paese”

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
06 Giugno 2026 17:40
​Strage di Pizzolungo, studenti trapanesi ricostruiscono la vicenda giudiziaria all’Ars

“Conoscere per ricordare. Dagli atti alla scena: un percorso di consapevolezza”, è il messaggio nella simulazione del processo dedicato alla strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, che si è svolta questa mattina nella Sala d’Ercole di Palazzo dei Normanni. L’iniziativa, promossa dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, ed accolta dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana con il sostegno della Fondazione Federico II, ha trasformato per una mattina la sede del Parlamento siciliano in uno spazio di giustizia e di memoria civile.

Gli studenti degli istituti superiori “Salvatore Calvino-Giovanni Biagio Amico”, “Rosina Salvo”, “Ignazio e Vincenzo Florio” e “Fardella-Ximenes” di Trapani, insieme agli studenti del Polo universitario trapanese, hanno indossato i panni di giudici, pubblici ministeri, avvocati e testimoni, ricostruendo con rigore giuridico e profondità civile la pagina più dolorosa della storia trapanese: l’attentato mafioso in cui Barbara Rizzo e i suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta, gemelli di sei anni, persero la vita, mentre il magistrato Carlo Palermo e gli uomini della sua scorta riuscirono a sopravvivere.

L’incontro odierno si inserisce nel progetto “Processo simulato”, promosso dal Tribunale di Trapani, dalla Procura della Repubblica e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trapani, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo - Polo di Trapani e con l’associazione Co.Tu.Le.Vi.

Un risultato reso possibile da un lavoro lungo e meticoloso. «Il merito di questa ricostruzione – ha detto la presidente del Tribunale di Trapani, Alessandra Camassa, nel corso dei suoi saluti e dei ringraziamenti – non appartiene solo agli studenti che oggi l’hanno portata in scena, ma anche a chi, nell’ombra, ha reso possibile quella scena: i cancellieri e i nostri preziosi collaboratori che hanno dedicato mesi a trasformare migliaia di pagine processuali in un percorso comprensibile, rigoroso, vivo ricostruendo con scrupolo tutte le complesse fasi giudiziarie che hanno segnato la vicenda di Pizzolungo e che costituiscono la spina dorsale del canovaccio e della sceneggiatura messi in scena oggi. Il loro è stato un atto di servizio alla memoria oltre che alla giustizia».

«Quello che questi ragazzi hanno fatto non è un esercizio scolastico. È un atto di coscienza civile nel senso più profondo del termine – ha detto l’onorevole Cristina Ciminnisi, a conclusione dell’evento –. Hanno letto gli atti, studiato gli interrogatori, ricostruito connessioni tra famiglie, territori, traffici. E lo hanno fatto con una maturità che dovrebbe far riflettere ciascuno di noi, noi adulti, noi rappresentanti eletti, su quanto spesso diamo per scontato ciò che loro hanno dovuto conquistare pagina dopo pagina».

«Esiste una verità storica e una verità giudiziaria – ha continuato Ciminnisi –. La ricostruzione storica può convivere con l’incertezza e restituire comunque un senso. Un processo penale no: deve stabilire la verità oltre ogni ragionevole dubbio, o assolvere. Le garanzie dello Stato di diritto lo impongono, e sono sacre, anche quando fanno male. Su Pizzolungo come su altre stragi esistono due verità parallele che non sempre coincidono. Capire questa distanza, e non rassegnarsi ad essa, è il compito più necessario che la memoria ci affida».

La giornata è stata chiusa da Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime della strage. La sua presenza — ogni volta una scelta, ogni volta un atto di generosità verso chi non c’era e non può ricordare — ha conferito all’intera mattinata una dimensione umana e storica che nessun atto processuale potrebbe da solo restituire. Con le sue parole, Margherita ha ricordato all’assemblea (presente tra gli altri Don Luigi Ciotti di Libera), che la strage di Pizzolungo non è una ferita siciliana soltanto: è una pagina della storia del Paese. E che ogni ricostruzione come quella avvenuta oggi, rigorosa, civile, condivisa, è un contributo alla verità collettiva che l’Italia deve ancora a quelle tre vite.

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