Con una “ordinanza contingibile ed urgente volta a garantire il risparmio della risorsa idrica e le limitazioni per l'utilizzo dell'acqua potabile”, il sindaco di San Vito lo Capo, Francesco La Sala, ha dato seguito a una comunicazione dell’Assemblea Territoriale Idrica di Trapani, riguardante gli esiti di una riunione dell’Osservatorio Distrettuale Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Sicilia.
Il primo cittadino ha ritenuto “necessaria l’adozione di misure di carattere straordinario ed urgente, finalizzate a razionalizzare l’utilizzo delle risorse idriche disponibili, al fine di garantire a tutti i cittadini di poter soddisfare i fabbisogni primari per usi alimentare, domestico ed igienico, limitando al contempo l’uso dell’acqua potabile per altri usi”.
“A tutta la Cittadinanza, su tutto il territorio comunale”, viene ordinato “con decorrenza immediata (28 maggio, ndr), il divieto di prelievo e di consumo di acqua potabile per: l’irrigazione ed annaffiatura di giardini e prati che potrà avvenire, esclusivamente, nella fascia oraria dalle ore 22 alle ore 6 e per non più di 60 minuti; il lavaggio di aree cortilizie e piazzali, se non nella misura minima ed indispensabile e comunque senza inutili sprechi; il lavaggio di veicoli privati; il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine private; tutti gli usi diversi da quello alimentare, domestico ed igienico”.
L’ordinanza, che resterà in vigore “sino al termine della criticità idrica che sarà comunicata con eventuale revoca della presente ordinanza e comunque sino alla data massima del 31 ottobre 2026”, rinnova il divieto di utilizzo di elettropompe per il prelievo dell’acqua dalla condotta idrica comunale, “al fine di garantire una omogenea e regolare distribuzione della carente risorsa idrica”.
Invitando la cittadinanza ad un uso razionale e corretto dell’acqua potabile, il sindaco “avverte che il mancato rispetto della presente ordinanza sarà sanzionato con l’applicazione della pena pecuniaria di 50 euro (doppio del minimo) fatta salva, ove il fatto assuma rilievo penale, la denuncia all’autorità giudiziaria”.