Non si ferma la polemica a Valderice, dopo il definanziamento del porto di Bonagia per l’esclusione dal Fondo di sviluppo e coesione. Le scaramucce politiche e i rimpalli di responsabilità continuano a ritmo incalzante. Così, all’intervento del deputato regionale Dario Safina di ieri, è seguita la puntuale replica del sindaco di Valderice, Francesco Stabile, a difesa del lavoro svolto (riportata di seguito), e oggi si registrano ulteriori precisazioni da parte dell’onorevole Safina: “Altro che polemiche, il sindaco – dice – spieghi i 34 milioni persi”.
Di seguito, intanto, la replica di Stabile al primo intervento, scritta sul proprio profilo social.
“In merito alle dichiarazioni odierne (ieri, ndr) del deputato regionale Dario Safina sul porto di Bonagia, avverto il dovere istituzionale di ristabilire la verità dei fatti, che evidentemente non è stata riportata correttamente all'Onorevole dai suoi stessi rappresentanti del Partito Democratico Valdericino.
Sul fronte del project financing, è bene che Safina sappia che quel progetto proposto proprio dalla sua stessa compagine politica è stato bocciato gia' nel 2007 in Conferenza dei Servizi dagli Enti preposti. Era totalmente manchevole degli atti propedeutici e di tutte le autorizzazioni di natura ambientale necessarie.
È inutile e privo di senso logico ritornare ogni volta a sbandierare una progettualità che la storia amministrativa ha già bocciato quasi vent'anni fa.
L'Amministrazione di allora non fu in grado nemmeno di ottenere la concessione demaniale marittima dello specchio acqueo interessato, atto che è bene ricordarlo al Deputato, è l'elemento propedeutico e indispensabile per legittimare l'intero percorso amministrativo.
Appare inoltre singolare, per non dire paradossale, la narrazione sul definanziamento di 34 milioni di euro. Per anni, il PD di Valderice ha sostenuto pubblicamente che quel finanziamento non esistesse e che si trattasse solo di "propaganda elettorale", oggi, miracolosamente, gridano allo "scippo".
Un atteggiamento che si commenta da sé e che mina la credibilità di questa classe politica che si dimostra sempre più inadeguata!
I cittadini meritano rispetto e, soprattutto, meritano che venga raccontata sempre la verità.
La verità è che l'iter per il porto di Bonagia sta andando avanti regolarmente, a prescindere se quelle somme sono state dirottate altrove, solamente perché al momento manca l'ultimo parere ambientale, elemento imprescindibile per completare le procedure tecnico amministrative e le relative procedure di gara che richiedono il creditore certo.
Il progetto sta completando il suo iter ministeriale opera, di cui la Regione è il soggetto attuatore, e quindi seguito direttamente dal Dipartimento Regionale Tecnico (Genio Civile), per cui non può che esserci tutta la volontà di finanziare un'infrastruttura d'interesse strategico regionale.
Da Sindaco ho il dovere di tutelare la verità storica e amministrativa. Questo territorio ha bisogno di coerenza e di stanziamenti certi, non di capriole politiche a seconda che si debba attaccare o difendere una posizione.
L'Amministrazione Stabile continuerà a lavorare sui fatti, sulla concretezza e sul rispetto delle leggi, monitorando passo dopo passo tutte le procedure in essere, per addivenire prima possibile al risultato che i cittadini attendono da sempre”.
Fin qui, il sindaco di Valderice nel post.
“Le dichiarazioni del sindaco Francesco Stabile confermano una conoscenza piuttosto superficiale delle procedure amministrative”, afferma il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina in risposta alle esternazioni del primo cittadino di Valderice.
“Come è noto, - prosegue Safina - la Conferenza di Servizi serve a consentire a tutte le amministrazioni coinvolte di formulare osservazioni, prescrizioni e richieste di integrazione affinché il procedimento amministrativo possa proseguire nel rispetto delle norme vigenti. Ed è proprio su questo aspetto che invito il sindaco ad essere più cauto quando richiama la Conferenza di Servizi del 2008. Lo invito soprattutto a rileggere e riflettere bene su quello che in quell’occasione accadde e a considerare gli sviluppi successivi”. E aggiunge: “Il vero tema oggi è che il finanziamento di 34 milioni di euro destinato al porto di Bonagia è andato perduto perché il progetto non è stato reso cantierabile nei tempi previsti. Ed è proprio una scarsa capacità di lettura e gestione delle procedure amministrative da parte della Giunta Stabile che ha determinato questo risultato”.
“Pertanto, - incalza il deputato trapanese - anziché avventurarsi sull’argomento con ricostruzioni a dir poco infondate sul passato e tentare di sviare l’opinione pubblica dalle sue gravissime responsabilità, il sindaco Stabile dovrebbe impegnarsi affinché si completi rapidamente il percorso amministrativo ancora necessario per il porto di Bonagia”.
“Il Partito Democratico e la sua deputazione regionale continueranno a fare la propria parte nelle sedi istituzionali competenti - ribadisce Safina - affinché vengano recuperate le risorse necessarie e si realizzi finalmente un’opera strategica per lo sviluppo economico, turistico e sociale dell’intero territorio”.
Il deputato dem ricorda inoltre di avere “già presentato un’interrogazione all’Ars per chiedere al Governo di inserire le somme necessarie nella prossima manovra finanziaria. Lì vedremo chi sarà a favore del porto di Bonagia e chi no”.
“L’interrogazione - sottolinea ancora - è uno degli atti tipici e fondamentali attraverso cui chi ricopre una carica elettiva esercita le proprie funzioni di indirizzo e controllo nei confronti del Governo e il sindaco Stabile e il presidente del Consiglio comunale, Iovino, dovrebbero saperlo anziché fare sterile ironia. E la mia non nasce da una generica curiosità né arriva ‘a partita finita’, come qualcuno superficialmente sostiene. Al contrario, interviene dopo la partita persa da Stabile e Iovino per tentare di recuperare ai supplementari”.
“E poi, se davvero l’Amministrazione comunale è già al lavoro con il Governo regionale per rifinanziare l’opera, allora - conclude Safina - non dovrebbe avere alcuna difficoltà a sostenere pubblicamente la necessità di una copertura finanziaria nella prossima manovra. Su questo terreno e solo su questo, si misureranno i fatti e le responsabilità di ciascuno”.