LCC di Trapani, “nuovi equilibri consiliari ma il programma di governo non cambia”
Il presidente Salvatore Quinci interviene in merito al disimpegno politico della consigliera Laura Barone
“La decisione della consigliera Laura Barone di lasciare le deleghe che le avevo affidato e di collocarsi all'opposizione va accompagnata da alcune considerazioni formali, sostanziali e di carattere politico”. È l’esordio del presidente del Libero Consorzio Comunale di trapani, Salvatore Quinci, all’indomani del disimpegno politico della consigliera Laura Barone.
“La Consigliera non è mai stata nominata assessore: – precisa Quinci – i Liberi Consorzi Comunali non hanno una Giunta. Le deleghe, nel suo caso, Lavori Pubblici, Infrastrutture, Patrimonio e Protezione Civile, sono senza poteri esecutivi ma rappresentano uno strumento di supporto e di collaborazione all'attività amministrativa. Le sono state assegnate per aver condiviso il progetto politico-elettorale ma soprattutto per le sue competenze. Ritengo che finora questo sia stato un tratto distintivo di questa Presidenza. Apertura e dialogo per valorizzare idee e professionalità, provando a fare sintesi senza steccati.
La Consigliera è stata parte attiva, cito soltanto la vicenda dell'immobile de “La Funtanazza” di Alcamo. A conferma di questo metodo, la sua scelta di lasciare il Movimento Cinque Stelle per aderire a Contro Corrente non ha ricevuto richieste di chiarimento, appelli alla coerenza ed è rimasta fuori dall'accordo che ci ha consentito di vincere le elezioni di secondo livello. Per un motivo semplice, che non può essere strumentalizzato: c'è un solo cemento politico, il programma, ed è l'unica discriminante. Confondere la mia adesione a Sud Chiama Nord, Movimento civico, autonomista e progressista, con l'azione di governo è un errore, se commesso in buonafede. Altrimenti è una manipolazione che già registra qualche atto di sciacallaggio. Questa è la Presidenza del Piano Strategico, del Tavolo permanente sull'agricoltura, del nuovo corso per gli Istituti Scolastici, delle sfide infrastrutturali, dell'istituzione della Polizia Provinciale e di tanto altro. Non ci saranno deviazioni rispetto ad un percorso tracciato con chiarezza, e aggiungo, con il contributo di tutte le forze consiliari, senza divisioni tra maggioranza ed opposizione.
Confondere l'accordo tecnico e parlamentare di Sud Chiama Nord con Fratelli d'Italia, indicandolo come politico è scorretto. Il Movimento avrà la sua lista alle Politiche ed è impegnato a costruire quello che viene presentato e proposto come il Partito dei Sindaci e dei territori. E ancora. Confondere la mia scelta, e quella del mio gruppo, con un sostegno al Governo regionale è ingeneroso oltre che falso. La critica ad una Regione spesso ostile nei confronti dei Liberi Consorzi Comunali, incapace di decidere sul loro futuro, incerta nel sostegno finanziario, rimane un punto prioritario nell'agenda della mia Amministrazione.
Una critica costruttiva, non certo sterile e ideologica. Per inciso, abbiamo aderito ad un Movimento che punta al Governo di Liberazione in Sicilia. In conclusione, sono e siamo pronti ad accettare il confronto sulla coerenza. Possiamo farlo in qualsiasi sede, sicuri di poterlo affrontare a testa alta. Il nostro civismo è lineare e pragmatico: espressione dei territori o non delle segreterie di partito. La nostra storia è trasparente e fuori dalle logiche di potere che alcuni denunciano a parole ma praticano nei fatti”.