"La normalità dell’onestà": a Trapani oltre 300 studenti a confronto su legalità, etica e lavoro

Grande partecipazione all'Ariston per l'evento conclusivo del progetto GenL promosso dai Consulenti del Lavoro

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
15 Maggio 2026 12:17

Oltre trecento studenti degli istituti superiori della provincia di Trapani hanno partecipato ieri, giovedì 14 maggio, al Teatro Ariston, all’evento formativo dedicato ai temi della legalità, dell’etica nel lavoro e dell’inclusione sociale, promosso dall’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Trapani, presieduta da Valentina Graffeo.

L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo del progetto GenL – Generazione Legalità, promosso dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e sviluppato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Dal 2025 il progetto ha coinvolto circa mille studenti delle scuole superiori trapanesi attraverso workshop interattivi dedicati all’orientamento professionale, alla cultura della legalità e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ad aprire la mattinata è stata la performance teatrale realizzata dagli studenti dell’I.I.S.S. Rosina Salvo, coordinati dalle professoresse Maria Luisa Curatolo e Rosaria Bonfiglio. La pièce ha raccontato la storia di Antonino Bartuccio, commercialista e testimone di giustizia che vive sotto scorta dopo avere denunciato infiltrazioni mafiose nel comune di Rizziconi, offrendo al pubblico una riflessione intensa sul coraggio civile e sul valore della scelta individuale contro ogni forma di illegalità.

Particolarmente significativa anche la testimonianza di Antonino Spezia della Cantina Sociale Terre di Giafar di Paceco, realtà nata su un terreno confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività attraverso il lavoro e la produzione sociale.

Le tavole rotonde hanno offerto un confronto concreto tra scuola, istituzioni e terzo settore. La dirigente scolastica dell’IIS “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice, Giuseppa Mandina, ha sottolineato l’importanza della continuità e della regolarità del lavoro educativo per mantenere alta la motivazione dei giovani, evidenziando come i percorsi scuola-lavoro debbano rappresentare autentiche occasioni formative e non trasformarsi in forme di sfruttamento delle nuove generazioni.

La direttrice dell’UEPE, Rosanna Provenzano, ha ribadito la centralità del percorso educativo rispetto alla sola dimensione punitiva, richiamando il valore delle competenze e del lavoro come strumenti concreti di riscatto sociale e reinserimento.

Nel corso del dibattito dedicato alla devianza minorile, Giuseppe Ciulla, direttore dell’Ufficio del Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo, ha evidenziato la necessità di costruire reti stabili tra istituzioni, scuola, professionisti e realtà associative, sottolineando come il contrasto al disagio giovanile richieda un impegno condiviso e costante dell’intera comunità.

La professoressa Rosaria Bonfiglio, presidente di Azione X OdV, ha presentato il progetto “Eco Start”, avviato nel 2026 in coprogettazione con il Centro di Giustizia Minorile di Palermo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani provenienti da contesti fragili una reale possibilità di reinserimento attraverso il lavoro regolare e la formazione. Il progetto mette in rete educatori, volontari e consulenti del lavoro per accompagnare i ragazzi in percorsi personalizzati, valorizzando competenze, inclinazioni e talenti, fino all’attivazione di tirocini regolari e tutelati. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale del volontariato come presidio sociale capace di contrastare isolamento, emarginazione e povertà educativa, intercettando il disagio prima che si trasformi in devianza.

A chiudere l’incontro è stato l’intervento del professor Cirus Rinaldi, docente e ricercatore in Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale presso l’Università degli Studi di Palermo. Il professore ha invitato a riflettere sul rischio di una giustizia percepita esclusivamente come controllo e sanzione, capace di generare nuove forme di marginalità sociale. La legalità, è stato sottolineato, non può limitarsi all’applicazione formale delle norme, ma deve essere anche strumento di inclusione e ricostruzione del tessuto sociale, soprattutto nei confronti dei giovani più vulnerabili.

Per un’intera mattinata il Teatro Ariston si è trasformato in un laboratorio civile di confronto e partecipazione, nel quale studenti, istituzioni e professionisti hanno condiviso una riflessione comune sul valore dell’onestà, del lavoro regolare e della responsabilità collettiva nella costruzione di una società più giusta e inclusiva.

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