È stata inviata oggi la diffida predisposta dal Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”, rivolta al Comune di Trapani per denunciare i gravi disagi determinati dall’inquinamento idrico e dai distacchi che hanno escluso circa 150 utenze dalla rete di distribuzione. Il documento è stato sottoscritto da oltre 350 cittadini colpiti dal disservizio, mentre è arrivata a 800 adesioni una petizione online aperta a tutta la cittadinanza.
“Oltre 350 firme raccolte in forma cartacea e più di 800 adesioni online, sono il risultato della mobilitazione avviata per chiedere risposte concrete sull’emergenza legata alla qualità dell’acqua nella zona interessata. Un risultato – affermano Francesca Trapani e Antonella Maniscalco in rappresentanza del comitato spontaneo – che rappresenta un segnale forte e inequivocabile, soprattutto per la politica e per le istituzioni. Oggi abbiamo provveduto a inviare formalmente la diffida alle autorità competenti, chiedendo che la situazione venga affrontata con la massima attenzione e che ai cittadini vengano finalmente fornite risposte chiare, puntuali e trasparenti. Non stiamo parlando di una questione marginale: sono oltre 150 le utenze coinvolte, famiglie che da tempo vivono una situazione di forte disagio e che hanno il diritto di sapere quali siano le cause del problema, quali controlli siano stati effettuati e quali interventi si intendano mettere in campo per risolverlo definitivamente”.
Secondo il comitato spontaneo, le “1.150 firme complessive raccolte rappresentano una voce importante della cittadinanza e un messaggio che la politica non può ignorare. Quando più di mille persone scelgono di sottoscrivere una richiesta, significa che esiste una domanda precisa di attenzione, trasparenza e intervento. Allo stesso tempo, non possiamo nascondere una forte preoccupazione: a fronte di più di 150 utenze coinvolte, ci dispiace constatare che alcuni cittadini, invece di unirsi alla mobilitazione, denunciare la situazione e firmare, sembrino preferire lasciare i contatori aperti per evitare di pagare l’acqua.
Comprendiamo la rabbia e la difficoltà di chi sta vivendo questa situazione, ma riteniamo che questa non possa essere la soluzione. Il problema va denunciato, documentato e affrontato collettivamente, chiedendo alle istituzioni di assumersi le proprie responsabilità. Lasciare i contatori aperti o semplicemente non partecipare non risolve il problema dell’acqua e rischia, al contrario, di indebolire la richiesta collettiva di interventi e risposte”.
“La partecipazione dei cittadini è fondamentale. Per questo – concludono Trapani e Maniscalco – invitiamo tutte le persone coinvolte a non rassegnarsi, a far sentire la propria voce e a sostenere ogni iniziativa utile a ottenere chiarezza e una soluzione definitiva”.