In ricordo della strage di Pizzolungo

Trapani ed Erice non dimenticano l'attentato in cui persero la vita Barbara Rizzo, Salvatore e Giuseppe Asta

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
02 Aprile 2022 17:08
In ricordo della strage di Pizzolungo

Era la mattina del 2 aprile del 1985 e a Trapani echeggiò un grande boato. Non fu un terremoto, né il crollo di un palazzo: era un rumore strano per una città di Trapani e la notizia si diffuse immediatamente. Si trattò di un’autobomba esplosa sulla strada provinciale che attraversa Pizzolungo con un solo obiettivo: uccidere il Giudice Carlo Palermo.Un obiettivo, però, non riuscito per una questione di secondi e perché un’altra auto – guidata da Barbara Rizzo – fu un vero e proprio scudo per la macchina blindata del Giudice Palermo. Barbara Rizzo, Salvatore e Giuseppe Asta non avevano niente a che fare con Cosa Nostra ma quel 2 aprile del 1985 si ritrovarono ad esserne vittime. E forse anche per questo le città di Trapani ed Erice non hanno mai dimenticato quel giorno e chi, in quell’attentato, vi morì. 

Proprio per questo, tante sono le iniziative organizzate in questi giorni in memoria di Barbara, Salvatore e Giuseppe.Tra i tanti appuntamenti, poi, il ritorno nel luogo della strage dove oggi vi è una stele in ricordo delle vittime. Presenti i Sindaci di Trapani ed Erice, Margherita Asta, il Giudice Carlo Palermo – obiettivo della mafia ma rimasto illeso in quell’attentato – e, dopo due anni di assenza a causa della pandemia, alcuni studenti.«L’attentato di Pizzolungo – ha detto Salvatore Inguì, coordinatore di Libera in provincia di Trapani – non è solo mano mafiosa, anche, ma non solo. Interessi economici e politici, entità occulte e deviate sono il groviglio di trame che va capito».Un groviglio poco chiaro ma a cui Trapani risponde con: «io non dimentico» perché il sacrificio di Barbara, Salvatore e Giuseppe non può e non deve essere dimenticato.

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