Ciotta, presidente di categoria di Confartigianato Trapani: visione e sfide per l’artigianato moda

Il presidente racconta sfide, formazione e futuro dell’artigianato moda trapanese.

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
25 Febbraio 2026 19:17
Ciotta, presidente di categoria di Confartigianato Trapani: visione e sfide per l’artigianato moda

Al via il ciclo di interviste di Confartigianato Trapani dedicato ai presidenti di categoria. Si parte con Ciotta, che racconta il suo impegno alla guida del comparto moda e le sfide delle imprese artigiane tra tradizione e nuovi mercati.

Com’è oggi il settore dei sarti e degli stilisti nella provincia di Trapani?

Il settore nella provincia di Trapani è vivo, creativo e ricco di talento. Abbiamo artigiani e stilisti di grande qualità, con competenze tramandate da generazioni e una forte identità territoriale.

Allo stesso tempo, il comparto risente dei cambiamenti del mercato: la concorrenza della produzione industriale e del fast fashion, l’aumento dei costi delle materie prime e la difficoltà di intercettare nuovi canali di vendita rendono il contesto più complesso rispetto al passato.

Nonostante questo, noto una crescente attenzione verso il su misura, la qualità artigianale e il prodotto identitario, elementi che rappresentano una grande opportunità per il nostro territorio.

Quali difficoltà segnalano più spesso i professionisti del comparto sul territorio?

Le difficoltà che emergono con maggiore frequenza tra i professionisti del settore moda nella provincia di Trapani sono diverse e spesso si intrecciano tra loro. La prima riguarda sicuramente l’aumento dei costi di produzione: tessuti, accessori, energia e trasporti hanno subito rincari importanti negli ultimi anni, incidendo in modo significativo sui margini delle piccole imprese artigiane. A differenza delle grandi aziende, i laboratori locali non hanno volumi tali da ammortizzare facilmente questi aumenti, e questo rende la gestione economica più complessa e delicata.

Un altro tema molto sentito è la difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Il mestiere del sarto e dello stilista richiede competenze tecniche, manualità, precisione e passione, ma oggi sempre meno giovani scelgono questo percorso professionale. Questo comporta un rischio concreto di perdita di competenze artigianali che rappresentano invece un patrimonio prezioso del nostro territorio. Per questo è fondamentale rafforzare il collegamento tra scuole, formazione professionale e imprese.

Infine, una criticità importante riguarda la visibilità sui mercati esterni. Molti professionisti realizzano prodotti di altissima qualità, ma faticano a promuoversi oltre il contesto locale. In un mercato ormai globale, non basta più lavorare bene: bisogna comunicare, partecipare a fiere di settore, utilizzare strumenti digitali e costruire reti commerciali. Senza questo salto di qualità, il rischio è quello di rimanere confinati in un mercato limitato, pur avendo tutte le potenzialità per competere a livello nazionale e internazionale.

Da presidente di categoria, quali sono le principali istanze che porta avanti per gli associati?

Nel mio ruolo di presidente di categoria sento forte la responsabilità di rappresentare non solo le esigenze economiche delle imprese, ma anche la loro identità e il valore culturale che esprimono. Le istanze che porto avanti nascono dall’esperienza diretta sul campo.

Uno dei punti centrali è sicuramente l’internazionalizzazione. Oggi non possiamo più pensare che il mercato si limiti ai confini provinciali o regionali. È fondamentale accompagnare le imprese verso nuove opportunità, incentivando la partecipazione a fiere di settore, eventi e manifestazioni che offrano visibilità e contatti commerciali qualificati. Le esperienze maturate anche attraverso la mia azienda mi hanno dimostrato quanto sia strategico confrontarsi con mercati più ampi: non si tratta solo di vendere, ma di costruire relazioni, posizionare il brand e comprendere le tendenze globali.

Accanto a questo, porto avanti con convinzione il tema della formazione e del ricambio generazionale. Il nostro comparto vive di competenze artigianali che non possono essere improvvisate. È necessario creare un dialogo costante tra scuole, enti di formazione e imprese, affinché i giovani possano vedere nella moda e nella sartoria non solo una passione, ma una reale opportunità professionale. Senza nuove leve, rischiamo di perdere un patrimonio di conoscenze che rende unico il nostro territorio.

Un’altra istanza fondamentale è la tutela e il sostegno delle micro e piccole imprese. Oggi essere competitivi significa anche saper comunicare online, gestire e-commerce, utilizzare i social in modo strategico: non tutti hanno le risorse per farlo da soli, ed è qui che l’associazione deve fare da supporto.

Infine, credo molto nel valore della rete. Il mio impegno è favorire la collaborazione tra imprese, superando una visione individualista che nel lungo periodo penalizza tutti. Quando un territorio si presenta unito, con un’identità condivisa e una strategia comune, diventa più forte e più credibile anche agli occhi dei mercati esterni.

Qual è stato il suo percorso professionale e cosa l’ha spinta a impegnarsi nel ruolo di presidente di categoria?

Il mio percorso personale nasce quasi per gioco, insieme alle mie socie Erika e Giorgia. Quella che all’inizio era un’idea condivisa, fatta di entusiasmo, creatività e voglia di metterci in gioco, si è trasformata nel tempo in un progetto imprenditoriale strutturato, che ha portato alla nascita della nostra azienda di produzione di costumi da bagno, Kostumari.

Siamo partiti con passione e determinazione, imparando giorno dopo giorno cosa significhi fare impresa nel settore moda. Abbiamo affrontato le sfide legate alla produzione, alla scelta dei materiali, alla costruzione dell’identità del brand e alla promozione sui mercati. Crescere non è stato semplice, ma proprio questo percorso ci ha insegnato quanto siano importanti la visione, la capacità di adattamento e la volontà di investire su qualità e innovazione.

L’esperienza imprenditoriale mi ha fatto toccare con mano le difficoltà che vivono quotidianamente tante realtà del territorio: i costi, la burocrazia, la necessità di promuoversi oltre i confini locali. Allo stesso tempo, mi ha fatto comprendere il grande potenziale che il nostro comparto possiede quando riesce a fare rete e ad aprirsi a nuovi mercati.

È stato proprio questo intreccio di consapevolezza e senso di responsabilità a motivarmi ad assumere il ruolo di presidente di categoria. Animato dal desiderio di mettere la mia esperienza al servizio degli altri professionisti del comparto, ho trovato in Confartigianato Trapani un interlocutore attento e concreto, che mi ha dato l’opportunità di contribuire attivamente alla crescita del settore.

Il mio impegno nasce da una convinzione semplice: se il singolo cresce è un successo personale, ma se cresce l’intero comparto diventa un successo del territorio.

Cosa la motiva ogni giorno a continuare questo lavoro?

Ciò che mi motiva ogni giorno è la consapevolezza che il nostro lavoro non si limita alla produzione di un capo, ma racconta un territorio, una visione e una storia imprenditoriale fatta di sacrifici e passione. La moda, soprattutto quando è artigianale, è identità culturale prima ancora che prodotto commerciale.

Una grande spinta motivazionale arriva dalle esperienze vissute con Kostumari nelle fiere di settore. Essere stati selezionati per manifestazioni di rilievo come Milano Fashion&Jewels, Sicily Fashion Week e NY NOW di New York non è stato solo un traguardo aziendale, ma una conferma che anche una realtà nata in provincia può dialogare con mercati nazionali e internazionali.

Partecipare a queste fiere significa confrontarsi con buyer, stampa e operatori del settore, comprendere nuove tendenze, misurarsi con standard competitivi elevati. Ogni esperienza di questo tipo rafforza la convinzione che il talento e la qualità del nostro territorio abbiano tutte le carte in regola per emergere.

Continuare questo percorso, sia come imprenditore sia come presidente di categoria, significa per me contribuire a costruire un futuro in cui la moda artigianale della provincia di Trapani sia riconosciuta non solo per la sua tradizione, ma anche per la sua capacità di innovare e competere nel mondo.

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