Erice appellata Excelsa Civitas da Federico II e Carlo V

Prima Federico II, ma poi la lotta per la libertà con Carlo V che conferma il titolo di Excelsa Civitas

Pietro
Pietro Vultaggio
05 Settembre 2021 04:37
Erice appellata Excelsa Civitas da Federico II e Carlo V

Oggi una breve storia per capire l’animo della popolazione locale del XVI secolo: non ferro ignique ad excelsa per gli ericini (col ferro e col fuoco tendiamo alle cose eccelse - come dicevano gli antichi latini) ma battaglie ideologiche a salvaguardia della libertà del proprio territorio. E, nel corso dei secoli, gli ericini hanno conquistato strenuamente la propria libertà. Erice fu dotata da Federico II di Svevia, con un privilegio del 1241, di un territorio vastissimo, per la fedeltà alla corona regia venne appellata Excelsa et Fedelissima Civitas.

Ma non solo, in epoca medievale fu costruito un tunnel che ha svolto un ruolo importante: sarebbe stato l'ingresso di una segreta galleria sotterranea terminante nel piccolo borgo di Bonagia. Questa uscita veniva utilizzata durante i periodi di assedio per rifornimento di alimenti. Nel 1555, l'imperatore Carlo V, per contrastare i bisogni della corte indebitata dalle dispendiose guerre, decise la vendita di Erice. Gli ericini si opposero (non con le armi) resistendo grazie alla galleria scavata nella roccia e versando, dopo qualche tempo, 6000 scudi necessari per la propria libertà.

Carlo V, riconoscente, conferisce quindi ad Erice il titolo di Civitas Excelsa, confermando di fatto l’appellativo dato già da Federico II di Svevia. Gli ericini: un popolo orgoglioso delle proprie origini che resiste e combatte ideologicamente a distanza di secoli.

In evidenza