​Emergenza incendi, Italia Nostra Sicilia: “Serve rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio”

L’Associazione scrive alla Regione: “Basta con la politica dell’emergenza. Necessaria una svolta”

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
02 Settembre 2026 17:09
​Emergenza incendi, Italia Nostra Sicilia: “Serve rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio”

Il rafforzamento del Corpo Forestale Regionale e l’impiego di varie tecnologie per un costante monitoraggio preventivo nel territorio, sono alcune delle richieste avanzate da Italia Nostra Sicilia, a fronte dei numerosi incendi che nei giorni scorsi hanno colpito boschi, aree naturali, terreni agricoli, zone steppiche e paesaggi di straordinario valore ambientale in diverse province della regione, dalle Madonie al Siracusano, dal Trapanese all’Agrigentino, dal Catanese al Messinese.

Diverse possibili soluzioni sono elencate in una nota che è stata inviata ieri, 1° settembre, al presidente della Regione Siciliana, all’Assessorato regionale Risorse Agricole e Sviluppo Rurale, all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, al Dipartimento regionale della Protezione Civile, all’Anas Spa, al Cas Autostrade siciliane.

L’obiettivo dell’Associazione per la Tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale, è promuovere il passaggio da un sistema reattivo a una prevenzione territoriale permanente, fondata su presidio, controllo, manutenzione e pianificazione. È spiegato nello stesso documento di 5 pagine, a firma della presidente di Italia Nostra Sicilia, Nella Tranchina, del consigliere della Giunta Regionale di Italia Nostra Sicilia e presidente di Italia Nostra sezione di Trapani, Antonio Pellegrino, e della consigliera di Italia Nostra sezione di Palermo, Ernesta Murabito.

“Siamo di fronte a un fenomeno ricorrente e prevedibile, aggravato dalle condizioni climatiche e dall’azione dolosa di criminali del fuoco che continuano a colpire e troppo spesso non vengono individuati. – sottolinea Italia Nostra Sicilia – Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile, volontari e operatori impegnati nello spegnimento svolgono un lavoro fondamentale. Ma l’emergenza non può essere la politica antincendio. La prevenzione deve cominciare prima del fuoco”.

Occorre rafforzare la sorveglianza delle aree a rischio, controllare gli accessi, mantenere la viabilità rurale e forestale, realizzare e mantenere efficienti le fasce tagliafuoco e monitorare costantemente le condizioni di pericolosità. – scrive la rappresentanza dell’Associazione regionale – Inoltre, la tecnologia deve diventare parte integrante della prevenzione: droni, satelliti, sensori e telerilevamento consentono di individuare tempestivamente i primi focolai e possono ridurre i tempi di intervento. “Non sono tecnologie futuristiche: devono essere utilizzate stabilmente insieme a presidi territoriali e personale adeguatamente formato. – continua la nota – E prevenzione significa anche individuare e perseguire chi appicca gli incendi; quindi, servono più controlli, attività investigative e un coordinamento stabile con le Forze dell’Ordine”.

Lo spegnimento di roghi, comunque, non conclude l’emergenza. “Le aree percorse dal fuoco devono essere mappate, catastate e monitorate nel tempo, con particolare attenzione al rischio di erosione, dissesto idrogeologico e perdita di biodiversità. – aggiunge Italia Nostra Sicilia – Serve una pianificazione forestale che distingua le aree da tutelare, quelle da lasciare alla rigenerazione naturale e quelle che richiedono interventi di ricostituzione”. Non solo. La prevenzione degli incendi deve rientrare in una più ampia strategia di adattamento climatico e tutela del territorio, perché il cambiamento climatico rende tutto più grave: siccità, temperature elevate e aridità aumentano la vulnerabilità della vegetazione.

Italia Nostra Sicilia chiede alla Regione una svolta, tracciando un percorso riassunto in 12 punti. Servono: un sistema regionale integrato di monitoraggio con satelliti, droni e telerilevamento; sistemi di rilevazione precoce degli incendi; più presidio e controllo delle aree a rischio, soprattutto quelle protette; il rafforzamento del Corpo Forestale Regionale, con nuove assunzioni, organici adeguati, distaccamenti e presidi territoriali potenziati, mezzi e attrezzature efficienti; il pieno impiego del personale forestale nei periodi di maggiore rischio; manutenzione di viabilità forestale e fasce tagliafuoco; catasto degli incendi e monitoraggio pluriennale, con valutazione del rischio idrogeologico; rafforzamento delle indagini sugli incendi dolosi; coordinamento stabile tra Regione, Corpo Forestale Regionale, Carabinieri ambientali, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, enti locali e gestori delle aree protette; controllo degli obblighi di prevenzione dei proprietari e gestori delle aree private; informazione e formazione permanente della popolazione; risorse finanziarie pluriennali, regionali, nazionali ed europee.

Le indicazioni tecniche esistono, come esistono le tecnologie e le competenze, ma serve la volontà politica di trasformare la prevenzione in una politica permanente. La Sicilia non può continuare a vivere nell’attesa del prossimo incendio. Perché quando brucia un bosco che per formarsi ha impiegato decenni, spesso secoli, è già troppo tardi.

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