“Detti e stradetti”, modi di dire trapanesi: «Essiri Pepè Alì»

Ventesima puntata della rubrica che analizza i detti tipici trapanesi

Maria Chiara
Maria Chiara Conticello
30 Maggio 2021 10:32
“Detti e stradetti”, modi di dire trapanesi: «Essiri Pepè Alì»

A Trapani sono tanti i modi di dire che riprendono vecchie tradizioni siciliane e che, quindi, hanno l'obiettivo di ricordarci ciò che siamo stati e ciò che era la nostra città in un passato più o meno sconosciuto.

Esistono, poi, anche dei modi di dire che riprendono dei personaggi realmente esistiti e che hanno fatto di Trapani lo splendore che è ancora oggi.

Uno dei più curiosi, tutto trapanese, è «Essire Pepè Alì». Il detto viene utilizzato per indicare una persona ricca. Un senso più ironico, invece, possiede la forma «E cu si, u figghio ri Pepè Alì?» per indicare chi fa tante spese magari non necessarie.

Un modo di dire, quasi una metafora, che nasce a Trapani sicuramente tra il 1800 e i primi anni del 1900. Furono questi, infatti, gli anni in cui visse il Pepè Alì del detto, un personaggio di spicco della nota famiglia D'Alì. Giuseppe, questo il suo vero nome, fu imprenditore ma anche vice console per gli USA, membro del Comitato insurrezionale di Trapani e senatore del regno d'Italia. Di Trapani, poi, ne fu anche sindaco nel 1861 e tra il 1869 e il 1870.

Il rapporto tra ricchezza e Pepè Alì è ovviamente abbastanza chiaro. Suo padre, Giovanni Maria, era il più grande possessore di saline. Successivamente fu anche politico e diventò il socio di Vincenzo Florio nella tonnara di Favignana. Un'origine turco-ottomana e un cognome che riprende il comune messinese in cui si stabilirono inizialmente durante la dominazione bizantina - a Trapani, invece, arrivarono nella metà del XVI secolo -. 

Una famiglia importante in città che cercò di migliorare la città con, ad esempio, la fondazione della tranvia o lo sviluppo dell'uso dell'energia elettrica. 

Una famiglia che Trapani, nel bene o nel male, non vuole dimenticare, forse è sicuramente perché fa parte della storia della città. 

E la ricorda anche grazie a un tipico detto e al suo protagonista, Pepè Alì, emblema dell'alta borghesia.

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