Decreto “Ristoro” : ecco gli indennizzi per bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri

Redazione Prima Pagina Trapani
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27 Ottobre 2020 17:39
Decreto “Ristoro” : ecco gli indennizzi per bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, martedì 27 ottobre, il cosiddetto “decreto ristori” che fornirà indennizzi e aiuti alle categorie economiche più colpite dalle restrizioni imposte con l’ultimo Dpcm anti-Covid, come bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri. Il provvedimento è stato approvato oggi per essere inviato al più presto in Gazzetta ufficiale, come annunciato dal premier Giuseppe Conte in diretta tv domenica, e prevede contributi fino al 400 per cento per le categorie più colpite dalle misure restrittive previste dall’ultimo Dpcm.

Circa 30 milioni saranno destinati a un fondo per effettuare tamponi a medici di base  per tamponi medici base. “Al fine di sostenere e implementare il sistema diagnostico dei casi di positività al virus SARS-CoV-2” “è autorizzata per l’anno 2020 l’ulteriore spesa di euro 30.000.000” affinché i medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta possano effettuare i tamponi antigenici rapidi, prevede la bozza del decreto ristori. Viene specificato che le modalità sono “definite dagli Accordi collettivi nazionali di settore”.

“Si tratta – si legge nella relazione illustrativa – di una misura urgente e assolutamente necessaria anche per allentare la pressione sui Dipartimenti di prevenzione delle asl e per ridurre i tempi di attesa dei numerosi assistiti che attendono di poter eseguire un tampone in quanto identificati quali “contatti stretti” di casi confermati di covid-19”. Sarà possibile inoltre rimborsare con voucher i biglietti per gli spettacoli dal vivo bloccati dal Dpcm nel periodo dal 24 ottobre fino al 31 gennaio.

Il rimborso vale per i biglietti acquistati dal 1 al 24 ottobre 2020 non fruiti alla data di entrata in vigore del Dpcm e non fruibili entro il 31 gennaio 2021. Blocco licenziamenti fino al 31 gennaio e prolungamento della cassa integrazione. “Proroghiamo il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio”, ha scritto la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo su Facebbook, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto Ristori. Per tutte le imprese sono garantite altre 6 settimane di Cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo, ha riferito ancora la ministra illustrando le misure contenute nel decreto.

Il viceministro all’Economia, Antonio Misiani (Pd), aveva preannunciato che “nella previsione del Governo c’è una indennità di 800-1000 euro per quanti lavorano in questi settori e non prendono la Cassa integrazione”. Ma “le cifre sono ancora in definizione”. Castelli ha spiegato che le categorie coinvolte saranno “i lavoratori sportivi, del turismo, dello spettacolo, i lavoratori intermittenti e occasionali e i venditori a domicilio”. Il governo intende garantire aiuti immediati con le risorse a disposizione, circa 5-6 miliardi di euro, senza ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio.

Il meccanismo per garantire gli indennizzi sarà quello giù usato per il dl Rilancio: contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate con bonifico automatico sul conto corrente entro la metà di novembre. Sono oltre 325mila le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro e codice Ateco che rientra nella categorie che sono state fermate dal Dpcm (quindi ristoranti, gelaterie, bar, pasticcerie, catering, centri termali, attività legate a feste e cerimonie, attività sportive e stabilimenti termali) che riceveranno il nuovo contributo a fondo perduto.

Di questi, 91.625 sono i nuovi beneficiari che si aggiungono alle 234.065 imprese delle stesse categorie che hanno già ricevuto il ristoro previsto dal dl Rilancio. Ma il governo potrebbe estendere gli aiuti anche ai soggetti che superano i 5 milioni di fatturato. Non ci sarà stavolta il limite sul fatturato. Gli indennizzi saranno proporzionati alla riduzione del giro d’affari e le cifre inoltre potranno arrivare fino al doppio di quelle previste dal Dl Rilancio. Si parla di rimborsi “dal 100 al 200 per cento di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno ottenuto con il Fondo perduto del decreto rilancio.

In alcuni casi forse anche superiori”. Tuttavia gli importi dovrebbero essere differenziati, dando priorità in termini di valore del sostegno, alle attività che saranno chiuse rispetto a quelle che potranno rimanere aperte fino alle 18. “Ci sarà una differenziazione tra chi terrà aperto fino alle 18 e chi sarà bloccato h24”, Il decreto dovrebbe prevedere inoltre la proroga della cassa integrazione, con il rifinanziamento della prima tranche per garantire la copertura alle aziende che finiranno il sussidio a metà novembre.

Il governo puntava inizialmente a finanziare subito la cassa per altre 10 settimane, misura che avrebbe un costo di circa 3 miliardi, e a prevedere ulteriori 8 settimane in legge di Bilancio portando il totale a 18 settimane. Ma a causa dello spostamento delle risorse sui ristori potrebbe portare a limitare la prima tranche a 6 settimane, rinviando a un secondo provvedimento o alla stessa manovra il finanziamento del periodo successivo. L’allungamento della cig è però legato al blocco dei licenziamenti, tema che sarà oggetto del confronto in programma domani tra il premier Giuseppe Conte e i leader di Cgil, Cisl e Uil e che potrebbe essere affrontato in un secondo momento o direttamente in manovra.

Intanto, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha annunciato ieri che da oggi l’Italia potrà contare sui primi 10 miliardi di “Sure”, il fondo europeo da investire nella cassa integrazione e nel sostegno al lavoro. Il nostro Paese beneficerà di un totale di 27 miliardi. Fonte TPI

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