Un’ombra nella brillante serata del Provinciale di ieri sera. Con la partita abbondantemente in cassaforte e il risultato ormai acquisito, si sono alzati dei cori offensivi, provenienti dalla Curva, all'indirizzo dell'assessore allo Sport del Comune di Trapani, Emanuele Barbara.
Inevitabilmente, nelle ore successive e per tutta la giornata di oggi, soprattutto sui social, l’episodio ha dato vita a un crescente tam tam mediatico, in un susseguirsi di indignazioni, solidarietà e anche giudizi impietosi.
Il primo a commentare è stato proprio l’assessore Barbara, attraverso il suo profilo Facebook: “Il coro ‘Barbara uomo di merda’ non faceva ancora parte della collezione. Lo aggiungiamo stasera! Grazie ragazzi, aver sottratto del tempo dall'incitare i calciatori del Trapani scesi in campo per dedicarlo a me… beh, mi commuove! Ho provato profonda pena per i simpatici cantanti, che dell’uomo Barbara non conoscono nemmeno mezza virgola e dal quale possono soltanto comprendere il rispetto per i valori dello sport. Detto ciò, forza Trapani, recuperiamo!”.
Anche il patron del Trapani Calcio, Valerio Antonini, presente allo stadio, ha voluto commentare l’accaduto: “Emanuele mi dispiace ascoltare questi cori, ma stai pagando la scelta di non staccarti da questo folle, che a parte la Patti e qualche altro impresentabile come lei, non è più rappresentante di questa città, dal punto di vista etico e passionale. Tu sai cosa sarebbe giusto fare, per la Città e per la tua giovane carriera. credo ancora che puoi uscirne con le ossa meno rotte possibile.
Cogli l’occasione della insistenza di Tranchida nel disconoscere la convenzione, esci da questa maggioranza, vieni all’opposizione e dimostra che Trapani per te viene prima di salario e politica. Potrai ancora girare a testa alta e confessare che il Comune di Trapani ha tentato di fare al sottoscritto qualcosa di clamoroso e mai visto in Italia che può avere gravi conseguenze anche personali per chi firmerà quel documento che tu sai bene sta girando per il Comune da giorni. Io ci credo e tu?”.
Un intervento, insomma, che va oltre la solidarietà. E non smorza i toni neppure il Sindaco, Giacomo Tranchida, con una nota pubblicata oggi sulla pagina istituzionale del Comune di Trapani su Facebook. Questa la nota integrale: “Trapani non tornerà indietro. Nella storia delle nostre città, il “mascariamento“ è stata una prassi di delegittimazione della dignità ed onorabilità delle persone, ritenute “scomode” anche in vita, tendente, nel migliore dei casi, ad isolare (anche nelle funzioni) quella persona non gradita e/o financo ad alterare la verità fattuale fino a costruire una narrazione sostitutiva della stessa. L’intento era quello di sporcare quella persona ed, in alcuni casi, anche la memoria. I tempi si evolvono ed anche le tecniche comunicative e/o “informative”. Ebbene, il clima d’odio alimentato quotidianamente, anche con falsità documentabili ed inoppugnabili, aggravato anche dall’intimidazione e dalle minacce all’autonomia individuale e collettiva di amministratori pubblici, non può di certo continuare a passare inosservato. Pensare impunemente di utilizzare, direttamente od indirettamente, financo luoghi pubblici o pubbliche piattaforme comunicative e/o informative, per raggiungere tali obiettivi, e’ evidente ormai a tutti. Altresí evidente goccia che ha contribuito oltremodo a far traboccare il vaso si è manifestata anche ieri sera col coro oltraggioso indirizzato tanto alla persona quanto all’istituzione, rappresentata da un giovane amministratore trapanese come Emanuele Barbara, Assessore delegato allo Sport di questo Comune. L’obiettivo, poi non certamente sottaciuto, è quello di condizionarlo e delegittimarlo nella sua autonomia personale e nella funzione pubblica rivestita. In questi giorni, poi ed a più riprese, tali criminosi intendimenti vengono riproposti in maniera evidente, palese e pubblica".
"Da parte mia e nella qualità di Sindaco della città di Trapani, anche a nome della Giunta comunale, - continua - oltre che espressione della maggioranza politica consiliare, la solidarietà istituzionale e politica oltre che personale al giovane ed attivissimo Assessore Emanuele Barbara, oltre che la conferma fiduciaria per le copiose deleghe affidategli, ad iniziare da quella dello Sport. Ci sono momenti in cui la delusione e lo sconforto sembrano prendere il sopravvento, ma caro Emanuele Barbara ricordati sempre che il valore etico e morale dei colori granata, oggi, va visto con gli occhi non solo dello sport (calcio e basket per iniziare), ma anche a memoria ideale dei colori del gonfalone del Comune e del sangue innocente delle vittime civili di guerra e di quelli che anche in questa città hanno offerto la propria vita per liberarla dalle mafie. E tra questi, un “trapanese”, non nativo, ma più trapanese di tanti altri perché ha scelto di viverci, quale Mauro Rostagno, ancora oggi ci ricorda ‘noi non vogliamo trovare un posto in questa società ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto’.
Tu hai una fortuna in più: sei trapanese anche di sangue ed i colori granata, quelli autentici e dall’alto valore etico e morale, scorrono naturalmente nel tuo sangue, abbine cura”.
Con l’evidente intento di chiudere la questione, lo stesso assessore Barbara ha poi aggiunto un commento al proprio post iniziale: “Ringrazio tutti per le centinaia di manifestazioni d’affetto pervenute, tramite social, messaggi, chiamate. Apprendo che il ‘coro’ sarebbe figlio di un presunto ritardo nell’attuazione di un progetto tra Assessorato allo Sport del Comune di Trapani e tifoseria organizzata. Da questo sarebbe scaturito l’attrito. Naturalmente condanno il modo per manifestare dissenso che non è certamente frutto solo di questo ma di un generale clima d’odio attualmente insediato in città ma rassicuro circa l’iter per giungere all’avvio del progetto ‘Da padre in figlio’ volto a promuovere il tifo organizzato tra i più giovani. Buona domenica, sperando in un clima più sereno quanto prima per il bene di tutti”.