Cala il sipario sulla quarta edizione del Sole Mare Jazz Festival, che per tre giornate ha portato nel cuore di Favignana musica, arte e contaminazioni, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali capaci di arricchire l’estate dell’isola e coinvolgere residenti e visitatori.
Grande soddisfazione è stata espressa dai direttori artistici Francesco Ritunno e Giovanni Balistreri, giovani talenti isolani profondamente legati a Favignana, che edizione dopo edizione stanno costruendo un progetto sempre più ampio, capace di unire qualità artistica e valorizzazione del territorio.«Siamo davvero felici di questa quarta edizione – raccontano i direttori artistici –. Abbiamo voluto proporre tre serate completamente diverse, facendo incontrare attraverso la musica linguaggi, culture e sonorità differenti.
La risposta del pubblico ci spinge a continuare a credere e investire in questo progetto».Ad aprire il festival è stata la musica brasiliana del Giorgia Meli 4et, seguita nella seconda serata da Ester Pantano e il suo quartetto. A impreziosire l’appuntamento, il pittore marsalese Fabio Ingrassia, che ha realizzato dal vivo un’opera dedicata al tema del sogno, creando un suggestivo dialogo tra musica e pittura. A chiudere la rassegna è stato il Trio Jazeera, progetto di musica mediterranea guidato da Dario Salerno, con un concerto all’insegna dell’incontro e della contaminazione tra culture.Il Sole Mare Jazz ha vissuto anche fuori dal palco principale.
Durante le tre giornate, infatti, la musica ha animato i pomeriggi attraverso appuntamenti nei locali di Favignana, creando un vero e proprio festival diffuso e coinvolgendo diverse attività dell’isola.Importante anche il legame con le eccellenze del territorio. La presenza del Gin di Favignana e delle aziende agricole Terre del Favonio e Radici ha contribuito a creare un’esperienza capace di unire musica, sapori e identità locale, confermando la volontà del festival di diventare non soltanto una rassegna musicale, ma anche una vetrina per le realtà produttive e culturali siciliane.«Vogliamo che il Sole Mare Jazz racconti Favignana a 360 gradi – sottolineano Ritunno e Balistreri –.
La musica è il cuore del progetto, ma intorno ad essa vogliamo far incontrare arte, territorio, sapori e persone».I direttori artistici hanno infine rivolto un sentito ringraziamento all’Amministrazione comunale di Favignana per il patrocinio e il sostegno, oltre che a tutte le attività e le realtà che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.E mentre cala il sipario sulla quarta edizione, lo sguardo è già rivolto al futuro.«Vi diamo appuntamento al 2027 con nuovi progetti e nuova musica.
Il nostro desiderio è continuare a far crescere il Sole Mare Jazz, portandolo in futuro anche nelle altre isole Egadi e, perché no, in altre parti della Sicilia».Un festival nato dall’amore per Favignana e per la musica che, dopo quattro edizioni, continua a crescere con un obiettivo preciso: portare sempre più lontano il jazz e il nome delle Egadi, senza perdere il legame con il territorio da cui tutto è cominciato.
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