Alla scoperta delle antiche torri d’avvistamento del trapanese

Nel XIV secolo inizia un processo di costruzione difensiva in tutte le coste della Sicilia

Pietro
Pietro Vultaggio
16 Gennaio 2022 04:21
Alla scoperta delle antiche torri d’avvistamento del trapanese

Tra il 1313 ed 1345 Federico III re di Sicilia fece costruire un sistema di 40 torri costiere di avvistamento e difesa, per lo più di forma cilindrica. Nel 1405 il re aragonese Martino I di Sicilia, detto il Giovane, diede ordine di restaurare le 40 torri esistenti e di costruirne di nuove. Ma anche l’impero spagnolo di Carlo V investì ingenti risorse nella difesa delle coste mediterranee. Nel trapanese ritroviamo molte testimonianze di questo passato difensivo: lungo il litorale di Marausa si trova una torre di guardia del XVI secolo, la cui denominazione è “Torre di Santo Stefano di Alcagrossa”, perché sovrasta i bassi fondali marini, anche detta “Torre di Mezzo”, per la sua posizione geografica che la vede situata tra la torre di Nubia e quella di San Teodoro a Marsala; la torre di Nubia costruita nel secolo XVI; la Torre della Colombaia o Torre Peliade risalente al periodo di Amilcare Barca; Torre di Ligny tra i due mari, Tirreno e Mediterraneo; la Torre della Tonnara di San Giuliano; la Torre di Martognella e la Torre di Pizzolungo che si trovano sul litorale nord in direzione Bonagia; anche all’interno della tonnara di Bonagia si trova una torre d’avvistamento e che adesso invece ospita il museo della Tonnara; la torre della Tonnara di Cofano, che si trova già sul golfo di Macari ma ricade nel territorio del comune di Custonaci, ha una pianta quadrata stellare a quattro punte e rappresenta un impianto unico per la Sicilia per le sue pareti concave, che servivano a fare rimbalzare le palle dei cannoni durante gli attacchi; sul Golfo di Castelluzzo-Macari si può ammirare la Torre Isulidda, da poco restaurata, mentre andando verso lo Zingaro si incontrano la torre ‘Mpisu (o ‘Impisu, impiccato) e la Torre dell’Uzzo;

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