Alcamo: pubblicato l’avviso per la concessione per finalità sociali di tre unità immobiliari comunali, confiscati alla mafia

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
20 Marzo 2019 13:23
Alcamo: pubblicato l’avviso per la concessione per finalità sociali di tre unità immobiliari comunali, confiscati alla mafia

E’ stato pubblicato sul sito www.comune.alcamo.tp.it home page l’avviso di selezione pubblica per la manifestazione d’interesse per la concessione a titolo gratuito, per finalità sociali, di tre unità immobiliari di proprietà del Comune di Alcamo, site rispettivamente in C/da Bosco d’Alcamo, via Silvio Tornamira, 27/A 29 e via Arciprete Virgilio, 36. Gli immobili sono stati confiscati alla criminalità organizzata e possono farne richiesta per l’utilizzo tramite stipula di convenzione: Comunità anche giovanili; Enti; Associazioni   maggiormente rappresentative degli  Enti Locali; Organizzazioni di volontariato; Cooperative sociali di cui alla legge 381/91; Comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti; Associazioni  di protezione  ambientale; Operatori dell'agricoltura sociale.

L’azione progettuale dovrà prevedere rispettivamente finalità sociali ai fini di tutela ambientale (bene c/da Palma); finalità sociali creazione di un  “Pronto soccorso sociale” (ristoro e accoglienza per il bene di via Silvio Tornamira); finalità sociali creazione di un “Centro per donne vittime di violenza” (bene via Arciprete Virgilio). Le domande di partecipazione alla selezione dovranno pervenire entro il 17 Aprile presso il Protocollo generale del Comune di Alcamo. Dichiara l’assessore al Patrimonio del Comune di Alcamo, Vito Lombardo “sono particolarmente soddisfatto per la pubblicazione dei bandi per l’assegnazione dei beni sopradetti confiscati alla mafia che  saranno restituiti alla collettività attraverso un iter pubblico trasparente, mi riferisco al Regolamento voluto da questa Amministrazione ed approvato in Consiglio Comunale il 18 Maggio 2017.

Riconsegnare alla cittadinanza i beni confiscati è per l’Amministrazione Surdi un dovere morale prima che politico”.    

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