​Acqua inquinata a Trapani, riunione in Prefettura. Ciminnisi: “Disponibile a fare la mia parte”

Post della deputata regionale sulla vicenda della contaminazione idrica e della persistente emergenza

Redazione Prima Pagina Trapani
Redazione Prima Pagina Trapani
14 Settembre 2026 11:10
​Acqua inquinata a Trapani, riunione in Prefettura. Ciminnisi: “Disponibile a fare la mia parte”

Con un post pubblicato su Facebok, la deputata regionale trapanese Cristina Ciminnisi torna sulla vicenda della crisi idrica e dell'acqua contaminata a Trapani, nel giorno di una nuova riunione programmata in Prefettura.

“La vicenda della contaminazione dell’acqua nella città di Trapani va avanti ormai da troppo tempo e sta mettendo a dura prova centinaia di cittadini, costretti a convivere con un problema che riguarda un bene primario come l’acqua e con un servizio sostitutivo che non sempre riesce a garantire risposte certe. “Per oggi – scrive l’onorevole Ciminnisi – è stata annunciata una riunione in Prefettura sulla questione. Rispetto a questo confronto mi sento di dover mantenere un atteggiamento di assoluto rispetto istituzionale, confidando che l’autorevole intervento prefettizio possa contribuire a individuare finalmente soluzioni efficaci”.

“Tanto premesso, su alcune cose non riesco più a tacere. La causa della contaminazione non è imputabile solo a questa amministrazione comunale. La gestione dell’emergenza, invece, è una responsabilità precisa di questa amministrazione. – continua – Per questo, nelle scorse settimane, avevo chiesto il coinvolgimento della Protezione civile regionale. Era evidente che l’amministrazione comunale, da sola, non fosse in grado di affrontare questa situazione. Ed in effetti, sembrava esserci la disponibilità di una collaborazione. Poi, per ragioni che non sono state chiarite pubblicamente, questa collaborazione si è interrotta. Nel frattempo i cittadini continuano a chiedere risposte e siamo arrivati al punto che molti cittadini, esasperati dall’incertezza e dall’inefficienza del servizio sostitutivo, si rivolgano direttamente ai privati”.

“Questo è il punto. L’acqua è un bene primario. E dopo mesi di emergenza non è accettabile che siano ancora i cittadini a dover trovare autonomamente il modo di procurarsela.

Resto quindi in attesa degli esiti della riunione di oggi, con l’auspicio che finalmente si possano comprendere le cause e, soprattutto, individuare le soluzioni necessarie per uscire da una situazione vergognosa che si trascina da troppo tempo e che, sul piano della gestione, si è rivelata finora totalmente fallimentare. Da parte mia, non verrà mai meno la piena disponibilità a fare tutto ciò che è nelle mie possibilità nell’interesse del territorio e dei cittadini trapanesi, come ho fatto sin da metà luglio, quando ho chiesto INVANO la convocazione di un Consiglio comunale straordinario proprio per affrontare questa emergenza. Ma evidentemente, tutta la politica cittadina aveva altre priorità”.

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